(PRIMANOTIZIE) LOMBARDIA – Marco Ceccarelli, segretario nazionale del sindacato COINA delle professioni sanitarie, ha criticato le politiche dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso sulla gestione della carenza di infermieri in Lombardia. Bertolaso ha lanciato un allarme sulla fuga degli infermieri verso la Svizzera, segnalando la chiusura di reparti ospedalieri per mancanza di personale e stipendi elvetici fino a tre volte superiori a quelli italiani.
Ceccarelli contesta l’efficacia delle azioni messe in campo, rilevando come mentre le province lombarde di Como, Varese, Lecco e Sondrio perdono personale infermieristico, l’assessore continui a cercare infermieri all’estero, dall’America Latina all’Uzbekistan, senza riuscire a trattenere chi risiede a pochi chilometri dal confine. Secondo il sindacato, la Lombardia si trova in una situazione critica, con un deficit stimato di circa 19mila infermieri in regione e almeno 500 operatori mancanti solo nella provincia di Como.
Nel Canton Ticino lavorano circa 5mila professionisti sanitari italiani, soprattutto nelle province di confine, che rappresentano fino al 12% del personale dei presidi pubblici e al 30% di quelli privati ticinesi. Le indennità di confine, previste per contenere l’esodo, non sono ancora state erogate. COINA chiede lo sblocco immediato di tali incentivi, insieme a stabilità retributiva, progressioni di carriera e riconoscimento delle competenze professionali.
Il sindacato sottolinea inoltre che il reclutamento internazionale, attraverso progetti come Magellano e accordi con l’Uzbekistan, che prevede l’arrivo di 150 infermieri entro il 2026, non può rappresentare una soluzione sufficiente al fabbisogno regionale. Ceccarelli critica inoltre la mancanza di garanzie sulla verifica dei titoli e delle competenze degli infermieri stranieri reclutati.
«Bertolaso deve passare dalle denunce agli atti concreti per trattenere gli infermieri lombardi, prima di andare a cercarli all’estero», conclude Ceccarelli, avvertendo che la perdita di personale mette a rischio la capacità della sanità pubblica di garantire assistenza ai cittadini. (PRIMANOTIZIE)


