Violenza giovanile in Italia: il monito della pedagogista Teresa Pia Renzo

(PRIMANOTIZIE) CORIGLIANO-ROSSANO – La pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice del Polo Infanzia Magnolia di Corigliano-Rossano, ha espresso un monito riguardo alla crescente violenza giovanile in Italia, evidenziando un aumento del 34% delle segnalazioni di minorenni denunciati o arrestati nel 2025 rispetto al 2019, con 39.600 casi. Questo mentre la criminalità complessiva registra una lieve flessione.

Renzo punta il dito contro la responsabilità educativa degli adulti, denunciando come si sia progressivamente abdicato al ruolo di educatori, con una confusione diffusa tra libertà e assenza di regole. La pedagogista sottolinea l’importanza di porre limiti coerenti e comprensibili ai bambini per evitare che percepiscano ogni regola come un’imposizione arbitraria e ogni contrarietà come un’ingiustizia. “Educare alla libertà significa fornire gli strumenti per esercitarla senza compromettere quella degli altri”, afferma, mettendo in guardia contro la tendenza a trattare ogni decisione familiare come una trattativa infinita.

Renzo distingue inoltre chiaramente tra il diritto costituzionale di manifestare pacificamente e gli atti di violenza come saccheggi e aggressioni, che definisce inaccettabili e ingiustificabili. In particolare, richiama l’attenzione sul crescente fenomeno del porto abusivo di armi da parte di minori, che nel 2024 ha quasi triplicato le segnalazioni rispetto al 2019.

Riconoscendo il disagio e le fragilità dei giovani coinvolti, la pedagogista insiste però sulla necessità di mantenere la responsabilità individuale e il rispetto delle conseguenze delle azioni, specialmente in casi di violenza contro insegnanti e altre vittime.

Infine, Renzo denuncia il degrado dell’esempio adulto riguardo al rispetto delle regole, sottolineando che la mancata applicazione imparziale delle norme indebolisce la convivenza civile e l’educazione civica. “L’Italia è diventata il Paese dei balocchi dove molti pretendono diritti ma pochi riconoscono i doveri”, conclude, invitando a un impegno condiviso delle famiglie, scuole e istituzioni per ristabilire limiti chiari e una cultura della responsabilità fin dalla prima infanzia. (PRIMANOTIZIE)

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