(PRIMANOTIZIE) GENOVA – Il 30 ottobre 2026 a Genova si è svolto uno sciopero generale nazionale contro il carovita, il riarmo e la militarizzazione, con la partecipazione dei portuali che hanno bloccato gli scali impedendo il passaggio delle armi attraverso i moli. Ultima Generazione ha aderito alla protesta, sottolineando l’importanza di non essere complici finanziando l’industria bellica con i propri risparmi nelle banche.
La campagna “Non con i nostri soldi” ha accompagnato lo sciopero denunciando come istituti bancari, come Unicredit, abbiano erogato 9 miliardi di dollari tra gennaio 2023 e agosto 2025 a favore di aziende produttrici di armi, in particolare per Israele. Questo dato è stato rilanciato per invitare la cittadinanza a spostare i propri conti correnti, evitando così di finanziare indirettamente il settore bellico.
Beatrice, una partecipante di 33 anni, ha dichiarato che oltre alle difficoltà quotidiane legate al costo della vita, la spesa che diventa sempre più difficile, è inaccettabile che il governo destini fondi pubblici all’acquisto di armi, invece che al benessere e al futuro dei cittadini. Ha evidenziato come sia necessario sostenere chi si rifiuta di collaborare alla guerra, come i portuali che non caricano le armi, ma anche evitare di finanziare il riarmo attraverso i propri risparmi bancari.
Lo sciopero generale è stato promosso da USB insieme a USI-CIT, USI Educazione e USIS, e si è inserito nella mobilitazione internazionale della rete Ports in action con adesioni da Francia, Grecia, Paesi Baschi, Turchia, Marocco, India e Italia. A Genova, i portuali hanno protestato contro il commercio delle armi e la militarizzazione crescente degli scali portuali, chiedendo anche maggior sostegno agli agricoltori vittime dell’aumento del costo del carburante e contro l’inflazione insostenibile. (PRIMANOTIZIE)


