(PRIMANOTIZIE) La nuova Manovra di bilancio ha cancellato la tassa italiana di 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue, che avrebbe dovuto entrare in vigore all’inizio del 2026. La decisione, contenuta nell’articolo 30 della Manovra, si è resa necessaria per coordinare la normativa nazionale con il nuovo Codice doganale europeo, che prevede che i costi per i controlli sulle merci siano sostenuti dalla Commissione europea.
Questa tassa italiana, mai effettivamente applicata a causa di ripetuti slittamenti, interessava gli acquisti online di prodotti di valore non superiore a 150 euro, soprattutto provenienti da colossi cinesi come Shein e Temu. La sua cancellazione comporta una revisione dei conti pubblici che stima una perdita di entrate di 91,3 milioni di euro all’anno, di cui 61,7 milioni imputati alle spedizioni potenzialmente soggette alla tassa e il resto dovuto agli effetti sull’aumento dei prezzi.
Parallelamente, a livello europeo dal 1° novembre sono entrate in vigore nuove commissioni di gestione da parte dell’Ue sui piccoli pacchi acquistati online. Questi oneri includono un contributo di 2 euro che si aggiunge al dazio forfettario di 3 euro introdotto a luglio sui pacchetti di valore inferiore a 150 euro, misure volte a ridurre il flusso di merci a basso costo, prevalentemente dalla Cina, e a coprire i maggiori costi delle dogane per il boom dell’e-commerce.
I primi dati relativi a queste nuove misure europee sono positivi: la Commissione Ue ha registrato una diminuzione superiore al 60% in media nell’Unione Europea per i pacchi dichiarati nei tre mesi successivi all’introduzione del dazio di luglio. (PRIMANOTIZIE)


