(PRIMANOTIZIE) OLESHKY – La città ucraina di Oleshky, nella regione di Kherson, assediata e occupata dall’esercito russo, è stata evacuata con successo dopo settimane di sofferenze estreme per i suoi abitanti. Migliaia di persone, dopo aver attraversato il confine di Stato, sono giunte nella regione di Chernihiv dove hanno ricevuto un’accoglienza tra lacrime e abbracci, segnando la fine di un’evacuazione umanitaria attesa con disperazione.
I sopravvissuti descrivono un passato drammatico, caratterizzato da fame estrema: “È stato un incubo, per la fame siamo arrivati a mangiare i cani”, ha raccontato uno di loro. La giovane Ielyzaveta Palii, 19 anni, ha potuto rivedere il padre dopo quasi un anno, spiegando che nell’assediata Oleshky da mesi non c’era più cibo e che gli abitanti erano costretti a percorrere lunghe distanze, anche a piedi o in bicicletta, per procurarsi da mangiare nonostante i pericoli.
L’accesso alla città, vicino al fiume Dnipro che segna la linea del fronte, era interdetto dalle mine e dal fuoco incrociato di droni ucraini e russi. Secondo Valera, 29 anni, le condizioni sono drasticamente peggiorate nel 2026 a causa dei bombardamenti intensi e della chiusura dei negozi. Alcuni riuscivano a sopravvivere coltivando piccoli orti, altri sono stati costretti a vivere in condizioni estreme, arrivando a nutrirsi persino di cani.
Daryna Gontcharova, 40 anni, ha atteso a Chernihiv i genitori separati da anni, spiegando che anche gli aiuti alimentari tramite ambulanza sono cessati a causa del rischio delle mine sulle strade. Prima del cessate il fuoco e delle evacuazioni, si stimava che circa 2.000 persone erano ancora presenti a Oleshky su una popolazione pre-bellica di 24.000 abitanti.
Non sono stati specificati i numeri ufficiali degli evacuati da Mosca né da Kiev, mentre la mediatrice russa per i diritti umani, Yana Lantratova, ha diffuso immagini di accoglienza in Crimea di alcuni residenti originari di Oleshky, alcuni dei quali avevano scelto di recarsi proprio in Russia. (PRIMANOTIZIE)


