(PRIMANOTIZIE) MILANO – Si è svolta a Milano l’Assemblea dei Soci di AssoSoftware, l’Associazione Italiana Produttori Software, che ha riconfermato Pierfrancesco Angeleri alla presidenza e nominato Mario Pedrazzini e Piermassimo Colombo vice presidenti per un mandato di quattro anni. L’incontro ha posto l’accento sulle sfide della trasformazione digitale in Italia e sul ruolo chiave del software per sostenere la competitività delle imprese e la crescita economica nazionale.
Secondo una nuova analisi presentata durante l’Assemblea, nel 2023 il settore del software, includendo programmazione, consulenza informatica e servizi d’informazione, ha generato circa 78 miliardi di euro di produzione, pari all’1,8% della produzione complessiva italiana, con un valore aggiunto di 39,6 miliardi di euro, il 2% dell’economia nazionale. La proposta di policy “Investo Digitale”, che prevede un contributo pubblico del 60% sugli investimenti non finanziari in software e servizi IT per tre anni, potrebbe portare a una crescita reale del PIL tra lo 0,16% e lo 0,20% nel triennio, con un conseguente aumento dell’occupazione.
Valentina Meliciani, direttrice del Luiss Research Centre for European Analysis and Policy, ha sottolineato il ritardo italiano negli investimenti in software rispetto a paesi come Francia, Stati Uniti e Spagna. Nel 2023 la spesa italiana in investimenti software sul valore aggiunto era dell’1,92%, inferiore a quella di altri principali concorrenti internazionali.
Raffaello Balocco, professore al Politecnico di Milano, ha illustrato come nel 2024 il fatturato della filiera software abbia raggiunto i 66,7 miliardi di euro, evidenziando inoltre come il 71% delle imprese del settore abbia già adottato soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, elemento trainante della trasformazione digitale in corso. (PRIMANOTIZIE)


