(PRIMANOTIZIE) USA – Dopo le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, il voto ha rafforzato l’opposizione locale alla costruzione di nuovi data center per l’intelligenza artificiale, introducendo numerose restrizioni e richiedendo maggiori garanzie di sicurezza e sostenibilità. Queste misure rischiano di ritardare il 60% della capacità di data center pianificata per il 2028.
Inoltre, tra gli sconfitti delle midterm ci sono le grandi aziende tecnologiche (Big Tech). OpenAI ha immediatamente cambiato approccio, chiedendo l’introduzione di più regole per l’intelligenza artificiale in vista delle elezioni presidenziali del 2028. Il loro nuovo orientamento prevede meno enfasi sulla sola accelerazione dell’AI e una maggiore attenzione alla sicurezza, al lavoro, al costo della vita, alla tutela dei minori e alla distribuzione dei benefici economici legati all’AI.
Le restrizioni sui data center si inseriscono in un contesto di crescente attenzione alle implicazioni sociali, economiche e ambientali dell’intelligenza artificiale, con un dibattito acceso anche sulle tecnologie correlate come i brevetti Microsoft per personalizzare le trasmissioni televisive in tempo reale, che potrebbero aumentare il rischio di deepfake.
Infine, sul fronte europeo, si evidenzia la candidatura di partecipate di Stato italiane come TIM e Poste per realizzare gigafactory AI, investimenti miliardari che hanno importanti ricadute territoriali e rappresentano un tentativo di rafforzare la sovranità tecnologica nazionale. (PRIMANOTIZIE)


