Presentato a Torre Annunziata il volume su beni confiscati e rigenerazione urbana

(PRIMANOTIZIE) TORRE ANNUNZIATA – È stato presentato al Comune di Torre Annunziata il volume “Damnatio Memoriae. Ricerca e progetti sui beni confiscati nel Comune di Torre Annunziata”, a cura di Mario Galterisi e pubblicato da Cratèra edizioni, frutto di due anni di collaborazione tra Agrorinasce e il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli. Il libro analizza il sistema urbano degli immobili sottratti alla criminalità organizzata, propone rifunzionalizzazioni e nuove destinazioni per favorire la rigenerazione della città, anche in seguito alla recente demolizione di Palazzo Fienga.

Il libro nasce da una convenzione che ha coinvolto anche l’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di trasformare questi beni da simboli di criminalità in risorse fruibili dalla collettività, contribuendo così a un recupero sociale, urbanistico ed economico del territorio.

Nel corso della presentazione, Wanda Ferro, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, ha sottolineato che “la confisca definitiva è soltanto un passaggio. Ciò che conta è quello che viene restituito ai cittadini in termini di fruibilità”, citando l’esempio di Palazzo Fienga come simbolo della riqualificazione e della restituzione alla città di spazi sottratti alla criminalità.

Gianfranco Tomao, prefetto e membro della Commissione straordinaria che amministra Torre Annunziata, ha evidenziato che il riutilizzo dei beni confiscati richiede la collaborazione di istituzioni e cittadini per la riconquista del territorio, soprattutto in un contesto segnato dallo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, mentre Nunzio Fragliasso, procuratore della Repubblica locale, ha definito fondamentale l’impiego dei beni confiscati per fini sociali come strumento decisivo nella lotta alla criminalità organizzata.

Stefania Rodà, vicario della Prefettura di Napoli, ha illustrato il protocollo di legalità stipulato con Agrorinasce e il Comune per garantire controlli sulle imprese impegnate nella manutenzione e ristrutturazione degli immobili confiscati, che a Torre Annunziata sono 47.

Giuseppe Priolo, prefetto e commissario straordinario per la rigenerazione di Palazzo Fienga, ha ricordato la complessità e l’importanza della demolizione di quella che per anni è stata la sede simbolo del potere camorristico, un’operazione seguita e realizzata dall’Esercito Italiano, che ha considerato l’intervento una delle più grandi demolizioni militari recenti. La trasformazione dell’area in una nuova Piazza della Legalità segna una tappa importante nella gestione futura dei beni confiscati.

Maria Antonietta Troncone, presidente di Agrorinasce, ha definito il libro un bilancio utile per orientare i futuri interventi, con l’obiettivo di armonizzare le destinazioni degli immobili confiscati nelle aree limitrofe alla demolizione, creando nuovi spazi di aggregazione per la comunità.

L’amministratore delegato di Agrorinasce, Giovanni Allucci, ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, sottolineando il valore anche educativo e sociale dei progetti, con attenzione alla partecipazione attiva delle realtà sociali e delle scuole locali.

Infine, Marella Santangelo, direttrice del Dipartimento di Architettura, ha ricordato che la ricerca scientifica è stata integrata con una prospettiva concreta di recupero, mentre gli autori e i ricercatori hanno illustrato le fasi dello studio, incluse le progettazioni per beni chiave come Villa Adele, confiscata al clan Tamarisco.

All’evento hanno partecipato rappresentanti delle forze dell’ordine, dirigenti scolastici e studenti delle scuole cittadine, questi ultimi protagonisti anche nella gestione dell’accoglienza, conferendo un forte valore sociale e formativo all’iniziativa.

Il volume e il lavoro che rappresenta segnano un passo significativo nel percorso di rigenerazione urbana e sociale di Torre Annunziata, lavorando per restituire alla cittadinanza beni e spazi che narrano una storia difficile e che ora si aprono a nuove possibilità di crescita e coesione. (PRIMANOTIZIE)

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