Metastasi epatiche del tumore al colon-retto indeboliscono sistema immunitario

(PRIMANOTIZIE) MILANO – Ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano hanno svelato un meccanismo attraverso cui alcune metastasi epatiche del tumore del colon-retto riescono a indebolire il sistema immunitario. Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Science Advances e supportato da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, ha evidenziato come la produzione persistente di interferoni di tipo I da parte delle cellule tumorali comprometta la sopravvivenza e l’attività dei linfociti T, fondamentali per l’attacco e l’eliminazione delle cellule tumorali.

Gli interferoni di tipo I, normalmente molecole protettive contro infezioni e tumori, in alcune metastasi epatiche vengono prodotti in maniera prolungata, con un effetto paradossale: indeboliscono i linfociti T riducendo la presenza del recettore IFNAR1, indispensabile per il segnale che stimola la risposta immunitaria. Senza questo recettore, le cellule immunitarie perdono efficacia nel moltiplicarsi, sopravvivere e contrastare le metastasi.

Attraverso modelli preclinici, i ricercatori hanno sperimentato strategie farmacologiche e genetiche per preservare IFNAR1 sui linfociti T, potenziandone così la capacità di combattere e eliminare metastasi epatiche già sviluppate. Le immunoterapie cellulari, comprese le CAR-T, hanno mostrato miglioramenti significativi in termini di efficacia e sopravvivenza delle cellule immunitarie nel microambiente metastatico.

Il gruppo coordinato dal dottor Giovanni Sitia, con la professoressa Chiara Bonini e il professor Luca Guidotti, ha collaborato con istituzioni internazionali tra cui IRB Barcelona e Erasmus MC Cancer Institute. La ricerca apre prospettive per sviluppare immunoterapie personalizzate in base alle caratteristiche biologiche del tumore, sebbene tali trattamenti siano attualmente ancora in fase sperimentale e non disponibili in clinica.

Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più frequenti in Italia con circa 50 mila nuove diagnosi annuali. Le metastasi epatiche, presenti già alla diagnosi in circa un paziente su cinque, rappresentano una delle principali sfide terapeutiche, data la resistenza a molte forme di immunoterapia tradizionale e il rischio di recidiva anche dopo chirurgia.

Il dottor Sitia ha sottolineato come il fegato offra un ambiente immunologico peculiare, sfruttato dalle cellule tumorali per sfuggire alle difese. La comprensione di questi meccanismi è fondamentale per individuare nuove strategie terapeutiche più efficaci.La professoressa Bonini ha evidenziato che rendere i linfociti T più resistenti alle strategie di evasione tumorale è un passo cruciale verso immunoterapie più efficaci e su misura per i pazienti, dimostrando come l’integrazione tra ricerca di base e clinica possa trasformare le scoperte in opportunità terapeutiche concrete con il supporto di Fondazione AIRC. (PRIMANOTIZIE)

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