(PRIMANOTIZIE) PORTO – Il Napoli si illude per un tempo, poi si sgretola sotto i colpi del Porto. Allo stadio do Dragão finisce 4-1 per i portoghesi, che conquistano la prima vittoria in Champions League e aggravano la crisi europea della squadra di Massimiliano Allegri. Tre sconfitte in quattro partite, appena tre punti in classifica e una trasferta contro il Manchester City all’orizzonte. Il cammino continentale degli azzurri si fa sempre più complicato.
Le dieci assenze per infortunio rappresentano un’attenuante importante, ma non bastano a spiegare una sconfitta maturata soprattutto per le disattenzioni difensive. Due gol incassati da calcio d’angolo, con altrettanti difensori avversari lasciati liberi di colpire di testa, raccontano meglio di qualsiasi statistica le difficoltà di una squadra che continua a pagare a caro prezzo i propri errori.
Eppure, per quarantacinque minuti, il Napoli aveva dato l’impressione di poter resistere.
Bednarek colpisce subito, McTominay tiene in piedi il Napoli
Il Porto parte forte e impiega appena undici minuti per trovare il vantaggio. Su un calcio d’angolo battuto da Gabri Veiga, Bednarek approfitta della marcatura a zona degli azzurri, salta indisturbato al centro dell’area e batte Meret di testa. Una rete che evidenzia immediatamente le difficoltà della retroguardia partenopea.
Il Napoli accusa il colpo, ma riesce progressivamente a riorganizzarsi. Hojlund sfiora il pareggio con una conclusione deviata, mentre De Bruyne trova la rete dopo un contropiede avviato da Politano, ma il gol viene annullato per fuorigioco.
La reazione azzurra si concretizza al 43′. Anguissa serve Politano, Diogo Costa respinge la conclusione e sulla prosecuzione dell’azione De Bruyne rimette il pallone al centro. Il portiere portoghese si oppone anche al tentativo di Hojlund, ma sulla seconda ribattuta arriva McTominay, che firma l’1-1.
Un pareggio costruito con determinazione, che sembra poter cambiare il destino della serata.
Nella ripresa cambia tutto: il Porto accelera, il Napoli scompare
Al ritorno in campo, però, la partita prende una direzione completamente diversa. Il Porto aumenta l’intensità, recupera palloni e costringe il Napoli a difendersi sempre più vicino alla propria area.
Meret evita il peggio su Rosario, poi al 63′ è la traversa a salvare gli azzurri sulla potente conclusione di Gabri Veiga.
Il vantaggio portoghese è soltanto rimandato. Al 70′ lo stesso centrocampista spagnolo sfrutta un passaggio di Gimenez, si presenta davanti a Meret e lo supera con un rasoterra che passa tra le gambe del portiere.
Il 2-1 spezza l’equilibrio e mette a nudo tutti i limiti della squadra di Allegri, incapace di reagire alla pressione avversaria.
Due gol fotocopia da calcio d’angolo, difesa azzurra sotto accusa
Il colpo del definitivo tracollo arriva dieci minuti dopo. Ancora un calcio d’angolo, ancora una marcatura sbagliata.
Questa volta è Kiwior a trovare spazio al centro dell’area e a battere Meret con un colpo di testa. La dinamica è praticamente identica a quella del vantaggio iniziale di Bednarek.
Due episodi che pesano enormemente sul giudizio della prestazione difensiva del Napoli. La scelta della marcatura a zona non funziona e i portoghesi sfruttano senza difficoltà le libertà concesse dagli azzurri.
Nel finale arriva anche il quarto gol. Samu scatta in profondità, Rafa Marin lo atterra in area e l’arbitro Michael Oliver assegna il rigore, espellendo il difensore spagnolo. È l’89’ quando lo stesso Samu trasforma dal dischetto e completa la goleada.
Dieci infortunati, ma l’emergenza non giustifica tutto
Allegri deve fare i conti con una rosa profondamente condizionata dagli infortuni. Dieci giocatori indisponibili riducono le possibilità di scelta e costringono il tecnico a soluzioni obbligate.
Ma il problema del Napoli non è soltanto numerico. La squadra mostra difficoltà nella gestione dei momenti decisivi, perde compattezza quando gli avversari aumentano il ritmo e continua a concedere occasioni evitabili.
Il pareggio di McTominay aveva dimostrato che gli azzurri potevano competere con il Porto. Il secondo tempo, invece, ha restituito l’immagine di una formazione vulnerabile, incapace di contenere le accelerazioni portoghesi e soprattutto di difendere efficacemente sui calci piazzati.
Champions sempre più in salita, ora c’è il Manchester City
Per il Porto di Francesco Farioli è una vittoria che vale molto più dei tre punti. I portoghesi si sbloccano in Europa, agganciano il Napoli in classifica e ritrovano fiducia.
Per gli azzurri, invece, il bilancio è impietoso: una vittoria e tre sconfitte nelle prime quattro giornate, con appena tre punti conquistati.
Il calendario non concede tregua. Il 24 novembre il Napoli sarà impegnato sul campo del Manchester City, una delle trasferte più difficili della competizione.
Allegri dovrà provare a recuperare qualche infortunato, ma soprattutto ritrovare una solidità difensiva che in Portogallo è completamente mancata.
Il 4-1 del Dragão non è soltanto una sconfitta pesante nel punteggio. È un campanello d’allarme per una squadra che, tra emergenza e fragilità strutturali, rischia di compromettere prematuramente il proprio cammino europeo. (PRIMANOTIZIE)


