(PRIMANOTIZIE) La legge di bilancio prevede una stretta sulla rivalutazione delle pensioni che comporterà risparmi lordi per 14,2 miliardi di euro nell’arco di dieci anni, con 8,5 miliardi al netto degli effetti fiscali. A partire dal 2027, torna infatti il meccanismo di indicizzazione utilizzato nel 2023, che riconosce l’indicizzazione piena solo ai trattamenti pensionistici pari o inferiori a quattro volte il minimo Inps (pari a 611,85 euro).
Per gli assegni superiori viene applicata una rivalutazione parziale, con una percentuale decrescente che si riduce fino al 32% per gli assegni più alti, cioè quelli oltre dieci volte il minimo. La Relazione tecnica della legge di bilancio quantifica una minor spesa pensionistica nel primo triennio di 1,476 miliardi di euro l’anno al lordo degli effetti fiscali e di 885 milioni al netto degli effetti fiscali.
I risparmi complessivi vengono calcolati fino al 2036, con una progressiva riduzione a partire dal 2030. (PRIMANOTIZIE)


