(PRIMANOTIZIE) VOLLA – Il Tribunale di Nola ha ribaltato la decisione dell’INAIL che aveva attribuito una percentuale di danno troppo bassa a un ex operaio della Sacelit di Volla ammalatosi per esposizione all’amianto, riconoscendogli il diritto all’indennizzo. L’operaio aveva lavorato tra il 1976 e il 1997 nello stabilimento dove si producevano manufatti in cemento-amianto, sviluppando lesioni pleuriche imputabili all’attività professionale.
L’INAIL aveva riconosciuto la natura professionale della malattia ma aveva stimato il danno sotto la soglia minima utile per l’indennizzo economico, costringendo il lavoratore a rivolgersi al tribunale. Sulla base degli accertamenti medico-legali, il giudice ha stabilito una maggiore gravità del danno e condannato l’istituto a corrispondere l’indennizzo previsto dalla legge, incluso il diritto alle prestazioni del Fondo vittime dell’amianto.
La vicenda assume maggiore rilievo perché nel maggio 2026 la Corte d’Appello di Napoli ha confermato la condanna della società Sacelit per la morte di un altro operaio appartenente alla stessa squadra di lavoro. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), ha sottolineato che «non è una questione di cifre o di percentuali, ma di principio. Le vittime dell’amianto non dovrebbero essere costrette a una seconda battaglia giudiziaria per ottenere ciò che spetta loro».
L’ONA continua a seguire la situazione dei lavoratori dell’ex Sacelit e delle loro famiglie, promuovendo la tutela delle vittime da esposizione ad amianto. (PRIMANOTIZIE)


