(PRIMANOTIZIE) CASSANO MAGNAGO – Dal 14 novembre a Cassano Magnago apre la mostra “I vizi capitali nella contemporaneità”, un progetto promosso dal Centro Artecultura Bustese (CAB) che presenta circa cinquanta opere di pittura, scultura, ceramica, mosaico e installazioni dedicate alle contraddizioni della società odierna. L’esposizione intende trasformare l’arte in uno strumento di osservazione critica sul presente, interpretando i sette vizi capitali – superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia – come fenomeni sociali e culturali attuali.
Maria Cristina Limido, presidente del CAB, spiega che “i sette peccati capitali non appartengono soltanto alla tradizione filosofica e spirituale, ma continuano a influenzare la vita quotidiana, assumendo dimensioni sociali ed economiche”. L’iniziativa propone così interpretazioni artistiche libere che stimolano il pubblico a interrogarsi sulle manifestazioni contemporanee di questi vizi, amplificate da modelli culturali e social network.
La mostra, patrocinata dal Comune di Cassano Magnago e sostenuta dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, mira a favorire il pensiero critico e la riflessione sulle responsabilità individuali e collettive attraverso la varietà di linguaggi artistici, tra cui pittura su seta, acquerello, intarsio ligneo, arte tessile e scultura. La presidente della banca, Roberto Scazzosi, sottolinea che i sette vizi rappresentano “una chiave di lettura sorprendentemente attuale dei comportamenti individuali e collettivi” e che la mostra offre l’occasione di valutare i valori e le contraddizioni della società moderna.
Inoltre, il 22 novembre sarà premiato il miglior logo realizzato dagli studenti del Liceo Artistico Candiani di Busto Arsizio per celebrare i cinquanta anni del CAB, che saranno compiuti nel 2027. Il concorso coinvolge le nuove generazioni in un dialogo tra scuola e mondo culturale.
Questo evento culturale rappresenta anche un momento per il CAB di consolidare il proprio impegno nella diffusione dell’arte e nella sensibilizzazione sociale, proponendosi non solo come una mostra di opere d’arte ma come uno spazio di riflessione sulla contemporaneità. (PRIMANOTIZIE)


