(PRIMANOTIZIE) ROMA, 5 NOV – Il dollaro continua a indebolirsi sui mercati valutari internazionali dopo le elezioni americane di metà mandato, mentre l’euro rafforza la propria posizione nei confronti della divisa statunitense. La moneta unica europea registra un rialzo dello 0,32%, portandosi a quota 1,1263 dollari, in un contesto segnato dalle reazioni degli investitori alla vittoria del Partito Democratico al Congresso degli Stati Uniti.
Il risultato elettorale, che modifica gli equilibri politici a Washington, accompagna una nuova fase di debolezza del biglietto verde, in flessione anche rispetto alle principali valute internazionali.
Euro-dollaro, la moneta unica sale a 1,1263
La seduta valutaria vede l’euro consolidare i guadagni nei confronti del dollaro.
Il cambio raggiunge 1,1263 dollari per un euro, con un incremento dello 0,32%.
Il movimento riflette soprattutto l’indebolimento della valuta americana, che perde terreno dopo l’esito delle elezioni di metà mandato.
L’apprezzamento dell’euro rappresenta uno degli effetti più immediati registrati sui mercati valutari, mentre gli operatori valutano le possibili conseguenze del nuovo scenario politico statunitense.
Midterm Usa, la vittoria democratica e le reazioni dei mercati
Le elezioni di metà mandato hanno modificato gli equilibri del Congresso, con la vittoria dei democratici riportata dalle proiezioni elettorali.
Il nuovo assetto parlamentare potrebbe incidere sulla capacità dell’amministrazione Trump di portare avanti il proprio programma economico e fiscale.
La prospettiva di un confronto tra la Casa Bianca e una maggioranza parlamentare di opposizione rappresenta un elemento di incertezza per gli investitori.
Il calo del dollaro viene registrato proprio nelle ore successive al voto, anche se il solo andamento del cambio non consente di attribuire con certezza l’intero movimento alle elezioni.
Dollaro debole anche contro yen, sterlina e valuta canadese
La flessione del biglietto verde non riguarda soltanto il rapporto con l’euro.
Secondo i dati riportati, il dollaro perde valore anche rispetto allo yen giapponese, alla sterlina britannica e al dollaro canadese.
Più contenute, invece, le variazioni nel rapporto con lo yuan cinese, che rimane sostanzialmente stabile.
Il movimento interessa quindi diverse delle principali coppie valutarie internazionali, evidenziando una debolezza diffusa della moneta statunitense.
Le possibili conseguenze per economia e mercati
Un euro più forte rispetto al dollaro può produrre effetti differenti sull’economia europea.
Da un lato, può rendere meno costose le importazioni di beni e materie prime quotati in dollari, a parità delle altre condizioni.
Dall’altro, può ridurre la competitività di prezzo delle esportazioni europee sui mercati che utilizzano la valuta americana.
Per le imprese italiane che operano con gli Stati Uniti, l’andamento del cambio rappresenta quindi un fattore da monitorare, soprattutto nei settori maggiormente esposti al commercio internazionale.
Mercati valutari, attenzione alle prossime mosse di Washington
Gli investitori continueranno a osservare gli sviluppi politici americani e le possibili conseguenze sulle scelte economiche dell’amministrazione Trump.
L’attenzione resta concentrata anche sulle prospettive della politica monetaria e sull’andamento dell’economia statunitense, fattori determinanti per l’evoluzione del dollaro.
Intanto l’euro sale a 1,1263 dollari, guadagnando lo 0,32%, mentre il biglietto verde arretra rispetto alle principali valute internazionali. (PRIMANOTIZIE)


