(PRIMANOTIZIE) BOSNIA-ERZEGOVINA – Il tenente colonnello medico Flavio Favari, unico sopravvissuto dell’equipe Medevac della Croce Rossa Italiana caduta in elicottero in Bosnia, ha raccontato dal letto dell’ospedale di Tuzla di considerare un miracolo la propria sopravvivenza nonostante le gravi ferite riportate nell’impatto. Favari, originario di Verona, è ricoverato con fratture ma è vigile e non in pericolo di vita.
Il militare ha espresso riconoscenza alla Croce Rossa della Bosnia-Erzegovina, al ministro della Difesa Guido Crosetto e al presidente della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro per il sostegno ricevuto. Fa parte di una missione umanitaria nell’ambito della missione europea Eufor-Althea, finalizzata all’assistenza della popolazione bosniaca in un’area tuttora segnata da tensioni geopolitiche.
Dall’incidente, avvenuto con un elicottero Chinook, sono deceduti quattro militari: i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e due membri del Corpo Militare volontario della Croce Rossa Italiana, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci. A loro è stato dedicato uno spazio commemorativo nella cappellina della Caserma “Luigi Pierantoni” a Roma, aperto alla cittadinanza per onorare la memoria.
Le salme dei militari deceduti rientreranno in Italia il 2 novembre e saranno accolte all’aeroporto di Ciampino, con possibili funerali in settimana e l’eventualità di autopsie disposte dalle autorità giudiziarie.
Il team Medevac, che aveva completato il percorso specialistico pre-impiego e di addestramento tecnico a Viterbo, è parte integrante della presenza della Croce Rossa Italiana nella missione Eufor-Althea, che coinvolge due team sanitari impegnati in rotazione ogni 30 giorni tra la base di Butmir e la Medical Evacuation a supporto della componente aerea. Al momento non sono previste ulteriori missioni all’estero per il personale della Croce Rossa Italiana. (PRIMANOTIZIE)


