(PRIMANOTIZIE) LECCE – I risultati a sei mesi dello studio MI-DEAR, presentati al Congresso della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) a Lecce, mostrano che la riduzione dei giorni mensili di emicrania e dei sintomi depressivi nei pazienti si associa a una significativa diminuzione dello stress percepito dai caregiver.
Lo studio osservazionale prospettico real-life ha coinvolto 154 coppie formate da pazienti con emicrania episodica ad alta frequenza o cronica e sintomi depressivi, trattati con fremanezumab, e dai loro caregiver. A sei mesi dall’inizio del trattamento, i giorni mensili di emicrania sono diminuiti da 15,3 a 6,3 e il punteggio medio dei sintomi depressivi (PHQ-9) è passato da 11,4 a 7,6.
Parallelamente, anche lo stress percepito dai caregiver è calato significativamente, con punteggi della Relative Stress Scale (RSS) da 20,0 a 16,7. Le analisi indicano che la riduzione dello stress nel caregiver è principalmente correlata al miglioramento dei sintomi depressivi del paziente.
La Dott.ssa Claudia Altamura, Principal Investigator dello studio presso il Centro Cefalee della Fondazione Campus Biomedico di Roma, ha sottolineato come il progetto MI-DEAR abbia osservato contemporaneamente gli effetti della malattia sul paziente e sul caregiver, evidenziando che il miglioramento clinico del paziente si riflette anche nello stress di chi lo assiste, ampliando così la prospettiva di valutazione dell’emicrania oltre gli attacchi e la disabilità.
Mario Cepparulo, Direttore Medico di Teva Italia, ha evidenziato l’importanza di considerare l’impatto dell’emicrania non solo sugli attacchi ma anche sulla qualità di vita e il benessere psicologico sia del paziente che del caregiver, motivo per cui Teva supporta studi real-world come MI-DEAR. (PRIMANOTIZIE)


