Alphabet registra un calo storico in Borsa per l’impatto di AI Mode sui ricavi Google

(PRIMANOTIZIE) Il 29 ottobre 2026 le azioni di classe A di Alphabet, la società madre di Google, hanno subito una flessione record del 12,6%, chiudendo a 283,82 dollari per azione. Questo rappresenta il peggior calo in una singola giornata nella storia dell’azienda, con una capitalizzazione di mercato che ha perso circa 482 miliardi di dollari, secondo dati di Bloomberg e Yahoo Finance.

Il motivo principale alla base di questa crisi finanziaria è stato illustrato dal chief business officer Philipp Schindler durante la chiamata con gli analisti sui risultati del terzo trimestre. Schindler ha spiegato che la nuova modalità di ricerca con intelligenza artificiale (AI Mode), introdotta da Google per fornire risposte sintetiche direttamente nelle pagine di ricerca, ha un tasso di monetizzazione inferiore rispetto alla tradizionale pagina con i cosiddetti “dieci link blu”. Ciò ha comportato un rallentamento nella crescita dei ricavi legati alla ricerca, che pur crescendo del 12% su base annua, hanno visto una decelerazione del ritmo rispetto ai trimestri precedenti.

Il fenomeno è dovuto al fatto che AI Mode tiene gli utenti all’interno della pagina di Google, fornendo risposte esaustive senza indirizzarli ai siti degli editori esterni. Questo ha ridotto drasticamente i clic verso i siti di informazione e verso la pubblicità applicata su quelle pagine, e dunque il flusso di ricavi proveniente da quegli annunci, che costituisce una parte importante del fatturato pubblicitario di Google. Studi come quello del Pew Research Center hanno rilevato che la presenza dei riassunti AI ha quasi dimezzato la percentuale di clic su siti esterni.

Secondo i dati di Chartbeat, inoltre, i siti editoriali hanno subito una diminuzione del traffico da ricerca Google fino al 40% nell’ultimo anno, con impatti più severi per i piccoli editori. Questo squilibrio viene interpretato come una rottura del modello di mercato a due versanti in cui Google ha tradizionalmente intermediatato scambi tra utenti, inserzionisti ed editori.

Gli esperti sottolineano che tale dinamica, definita “karma” o “esternalità negativa”, rischia di compromettere la sostenibilità economica degli editori e, di riflesso, la qualità dei contenuti disponibili per l’addestramento delle stesse intelligenze artificiali.

Nonostante Alphabet abbia registrato complessivamente ricavi in crescita e una solidità finanziaria elevata, l’andamento dei margini e la valutazione del titolo sono stati penalizzati dal mercato, che vede nella strategia AI una minaccia per il modello di business tradizionale della ricerca online. (PRIMANOTIZIE)

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