(PRIMANOTIZIE) ROMA – L’inflazione continua a pesare sulle famiglie italiane e la stagnazione dei salari mette sotto pressione il potere d’acquisto dei cittadini. È il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel messaggio inviato in occasione della Giornata del Risparmio ha acceso i riflettori sulle conseguenze economiche delle tensioni internazionali e sulla necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di proteggere cittadini e risparmiatori.
Il Capo dello Stato ha sottolineato come l’aumento dei prezzi e la mancata crescita delle retribuzioni, aggravati dai conflitti geopolitici e geoeconomici, finiscano per compromettere il tenore di vita delle persone.
Un allarme che arriva in una fase caratterizzata dalle difficoltà delle famiglie nel sostenere le spese quotidiane e nel preservare i risparmi.
Mattarella: inflazione e salari stagnanti colpiscono le famiglie
Nel suo intervento, il presidente della Repubblica ha evidenziato gli effetti dell’inflazione sui redditi e sulla capacità di spesa.
Secondo Mattarella, inflazione e salari fermi, «complici i conflitti geopolitici e geoeconomici», aggrediscono il tenore di vita dei cittadini.
Il richiamo riguarda uno degli aspetti più delicati dell’economia italiana: la difficoltà delle retribuzioni a mantenere il passo con l’aumento del costo della vita.
Quando i prezzi crescono più rapidamente dei salari, infatti, il reddito reale delle famiglie diminuisce, riducendo le risorse disponibili per consumi, risparmio e investimenti.
Il presidente: «Serve una piena integrazione europea contro la speculazione»
Mattarella ha richiamato anche la necessità di rafforzare l’integrazione economica e finanziaria dell’Unione europea.
Il Capo dello Stato ha indicato «una piena integrazione europea come strumento di difesa contro la finanza meramente speculativa».
Una posizione che sottolinea il ruolo delle istituzioni europee nella protezione della stabilità economica e nella capacità di affrontare le pressioni provenienti dai mercati internazionali.
Il messaggio collega così la tutela del risparmio alla solidità delle istituzioni e alla necessità di risposte coordinate alle trasformazioni dell’economia globale.
Manovra, Azzone critica l’aumento delle tasse sulle Fondazioni
Nel corso della Giornata del Risparmio è arrivata anche la presa di posizione di Giovanni Azzone, presidente dell’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio (Acri), sull’aumento della tassazione previsto dalla Manovra.
Azzone ha espresso «sorpresa» per una misura che, secondo le stime richiamate, comporterebbe un maggiore prelievo fiscale compreso tra 60 e 70 milioni di euro.
Una cifra che, ha osservato, può apparire relativamente contenuta rispetto alle dimensioni del bilancio statale, ma che avrebbe conseguenze significative sulle risorse destinate agli interventi sociali delle Fondazioni.
«A rischio interventi per 20mila giovani Neet o 2mila persone con disabilità»
Il presidente dell’Acri ha tradotto l’impatto della misura fiscale in termini di possibili interventi sociali non finanziati.
Secondo Azzone, le risorse sottratte alle Fondazioni potrebbero equivalere a quelle necessarie per sostenere 20mila giovani Neet, cioè ragazzi che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione, oppure per finanziare progetti di autonomia destinati a 2mila persone con disabilità.
Il confronto proposto da Azzone intende evidenziare come l’incremento della tassazione possa ridurre la capacità delle Fondazioni di sostenere iniziative rivolte alle fasce più vulnerabili della popolazione.
Si tratta di una stima dell’impatto potenziale della misura, non dell’annuncio di tagli già deliberati a specifici programmi.
Risparmio e welfare, il confronto sulle risorse della Manovra
Le dichiarazioni di Mattarella e Azzone pongono al centro della Giornata del Risparmio due questioni strettamente collegate.
Da una parte, la progressiva erosione del potere d’acquisto delle famiglie, determinata dall’inflazione e dalla stagnazione salariale. Dall’altra, il ruolo delle Fondazioni di origine bancaria nel finanziamento di iniziative sociali, formative e di inclusione.
La discussione sulla Manovra si inserisce quindi in un confronto più ampio sulle priorità della spesa pubblica e sulle conseguenze delle scelte fiscali per il terzo settore.
Il richiamo di Mattarella alla tutela del tenore di vita e la critica di Azzone all’aumento della tassazione sulle Fondazioni evidenziano la centralità del risparmio e delle politiche sociali nel dibattito economico italiano. (PRIMANOTIZIE)


