Influencer e creator sconosciuti al Fisco, scoperti oltre 3 milioni di euro di redditi non dichiarati a Padova

(PRIMANOTIZIE) PADOVA – Guadagnavano attraverso social network, abbonamenti a pagamento, sponsorizzazioni e vendita di contenuti digitali, ma per il Fisco quei redditi non esistevano. La Guardia di Finanza di Padova ha individuato undici digital content creator che avrebbero omesso di dichiarare compensi per oltre 3 milioni di euro, percepiti grazie ad attività professionali svolte abitualmente sulle piattaforme online.

È il risultato di un’attività di controllo condotta nell’ultimo anno dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova, nell’ambito delle iniziative di contrasto all’evasione fiscale nel settore della cosiddetta creator economy, un mercato in continua evoluzione che comprende influencer, blogger e produttori di contenuti multimediali.

Gli accertamenti hanno riguardato soggetti che, pur svolgendo attività remunerate in maniera continuativa, risultavano sconosciuti all’amministrazione finanziaria.

Influencer e creator nel mirino della Guardia di Finanza

Le verifiche sono partite dal monitoraggio delle attività economiche sviluppate attraverso i principali servizi di intermediazione digitale.

I finanzieri hanno analizzato le posizioni di influencer, blogger e content creator che producono e distribuiscono contenuti online, costruendo comunità di utenti e follower dalle quali ricavano compensi.

Le indagini sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Padova, dal Gruppo di Padova e dalle Compagnie di Cittadella, Este e Piove di Sacco.

Attraverso l’esame delle singole posizioni fiscali e dei ricavi riconosciuti dalle piattaforme, i militari hanno ricostruito i guadagni effettivamente percepiti dai professionisti controllati.

Guadagni da abbonamenti, contenuti per adulti e sponsorizzazioni

L’attività investigativa ha consentito di individuare diverse fonti di reddito non dichiarate.

Una parte significativa dei compensi proveniva da abbonamenti a pagamento e vendita di contenuti multimediali esclusivi, distribuiti attraverso piattaforme di intrattenimento digitale, comprese quelle riservate a un pubblico adulto.

Altri ricavi derivavano da collaborazioni commerciali con aziende, sponsorizzazioni e monetizzazione delle visualizzazioni sui principali social network.

Si tratta di attività che, quando esercitate professionalmente e in modo abituale, comportano specifici obblighi fiscali, indipendentemente dal fatto che vengano svolte attraverso internet.

Partite Iva attribuite e ricavi ricostruiti dai finanzieri

Uno degli aspetti più significativi dell’operazione riguarda la ricostruzione analitica dei compensi.

Per i creator risultati sconosciuti al Fisco, i finanzieri hanno fatto attribuire un numero di partita Iva, procedendo successivamente alla verifica dei pagamenti effettuati dai gestori delle piattaforme.

I ricavi sono stati calcolati al netto delle commissioni trattenute dai servizi digitali, così da individuare le somme effettivamente riconosciute ai singoli operatori.

Al termine degli accertamenti è emerso un imponibile complessivo sottratto a tassazione superiore a 3 milioni di euro.

Il dato riguarda i redditi non dichiarati e non l’ammontare delle imposte evase, che dovranno essere determinate attraverso le procedure fiscali previste.

Undici posizioni segnalate all’Agenzia delle Entrate

Le posizioni degli undici contribuenti sono state trasmesse all’Agenzia delle Entrate, che procederà alle attività di propria competenza per il recupero delle imposte dovute e l’eventuale applicazione delle sanzioni amministrative.

L’operazione non riguarda la liceità dei contenuti pubblicati sulle piattaforme, ma il rispetto degli obblighi tributari derivanti dai guadagni ottenuti attraverso le attività digitali.

L’obiettivo dei controlli è contrastare le forme di evasione fiscale e tutelare la concorrenza tra gli operatori economici, evitando che chi omette di dichiarare i redditi possa beneficiare di vantaggi rispetto ai professionisti in regola.

Creator economy, cresce l’attenzione del Fisco sui guadagni online

L’indagine padovana conferma l’attenzione della Guardia di Finanza verso le nuove professioni digitali, caratterizzate da modalità di guadagno differenti rispetto alle attività tradizionali.

Abbonamenti, contenuti esclusivi, sponsorizzazioni e ricavi pubblicitari rappresentano fonti di reddito che devono essere correttamente dichiarate secondo la normativa applicabile.

Il bilancio dei controlli è di undici creator individuati e oltre 3 milioni di euro di redditi non dichiarati, con le relative posizioni ora all’esame dell’Agenzia delle Entrate.

L’attività si inserisce nella strategia di contrasto all’evasione fiscale nell’economia digitale, un settore nel quale la crescita delle opportunità di guadagno rende sempre più rilevante la tracciabilità dei compensi. (PRIMANOTIZIE)

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