Diving center irregolari in Calabria, sequestrate 60 bombole e fermate due imbarcazioni: multe per oltre 110mila euro

(PRIMANOTIZIE) CATANZARO, 29 OTT – Bombole per immersioni prive di revisione, lavoratori in nero, assenza di dispositivi di primo soccorso e imbarcazioni utilizzate per il trasporto abusivo di turisti. È il bilancio dei controlli effettuati dal Reparto Aeronavale Calabria della Guardia di Finanza in otto centri di immersione distribuiti lungo le coste della regione.

L’operazione, condotta nell’ambito delle attività previste dalla normativa sulla Valorizzazione della risorsa mare, ha portato al sequestro di 60 bombole, alla sospensione di un’attività commerciale e al fermo amministrativo di due imbarcazioni. Le sanzioni complessivamente contestate superano i 110mila euro.

Bombole non revisionate e assenza di dispositivi di sicurezza

Le verifiche delle Fiamme Gialle si sono concentrate sulla regolarità delle attrezzature utilizzate per le immersioni e sul rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza.

In diversi centri sono emerse irregolarità, tra cui l’impiego di bombole non sottoposte alle revisioni obbligatorie e gravi carenze nelle dotazioni di emergenza.

In alcune strutture è stata riscontrata persino la totale assenza di kit di primo soccorso, strumenti indispensabili per intervenire tempestivamente in caso di incidenti durante le attività subacquee.

Le violazioni hanno determinato l’adozione dei provvedimenti di sequestro e sospensione previsti dalla normativa.

Costa degli Dei, scoperti due falsi diving center

Particolarmente significativa l’attività di controllo lungo la Costa degli Dei, nel Vibonese, dove i finanzieri hanno individuato due strutture che si presentavano come centri di immersione ma che, secondo gli accertamenti, venivano utilizzate per effettuare servizi abusivi di trasporto turistico via mare.

Le verifiche hanno portato al fermo amministrativo di due imbarcazioni.

L’attività delle Fiamme Gialle ha riguardato anche il rispetto delle autorizzazioni necessarie per il trasporto dei passeggeri e delle disposizioni sulla sicurezza della navigazione.

Nel Cosentino scoperto un centro immersioni fantasma

Un’altra irregolarità è stata individuata nell’alto Tirreno cosentino, dove i militari hanno scoperto una struttura che continuava a operare nonostante la partita Iva risultasse cessata da anni.

Il centro è stato quindi individuato come un’attività completamente irregolare sotto il profilo amministrativo e fiscale.

Gli accertamenti hanno interessato anche la posizione dei lavoratori impiegati nelle strutture controllate.

Lavoro nero e violazioni, sanzioni per oltre 110mila euro

Le attività ispettive sono state svolte anche con il supporto dei funzionari dell’Ispettorato del Lavoro, che hanno collaborato alle verifiche sulla regolarità occupazionale e sulle condizioni di sicurezza.

Complessivamente sono state contestate sanzioni amministrative superiori a 110mila euro per impiego di manodopera irregolare, violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro e carenze nelle dotazioni di emergenza.

L’operazione conferma l’attenzione della Guardia di Finanza verso le attività economiche legate al turismo marittimo, con l’obiettivo di tutelare gli utenti, contrastare il lavoro sommerso e garantire condizioni di concorrenza regolare tra gli operatori del settore.

Il bilancio finale è di otto centri controllati, 60 bombole sequestrate, un’attività sospesa, due imbarcazioni sottoposte a fermo e oltre 110mila euro di sanzioni contestate. (PRIMANOTIZIE)

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