(PRIMANOTIZIE) ROMA – Dal 13 al 20 novembre 2026, Roma ospita I Custodi della Soglia, la mostra finale partecipativa organizzata da Latitudo Art Projects in collaborazione con Magic Carpets negli spazi de La Vaccheria. L’inaugurazione è prevista per il 13 novembre, dalle 18:00 alle 21:00.
La mostra nasce nell’ambito di Magic Carpets, piattaforma europea cofinanziata dal programma Creative Europe dell’Unione Europea, che mette in relazione organizzazioni culturali, artisti, curatori e comunità di diversi paesi tramite residenze internazionali, mobilità e progetti di co-creazione. L’evento rappresenta più di una semplice restituzione del programma di residenze annuale; è un momento di incontro internazionale dedicato all’arte e alle pratiche partecipative.
L’esposizione riunisce le opere degli artisti italiani che negli anni hanno partecipato alle residenze di Magic Carpets in Italia e all’estero, mettendo in dialogo esperienze, territori e ricerche provenienti da contesti diversi. A queste si affiancano le produzioni emerse dalle residenze artistiche svolte a Roma nel 2026 sul tema In/visible, che hanno coinvolto Federica Rugnone, Flaminia Celata, Sara Palmieri e l’artista austriaca Lea Abendstein.
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni: Appartenenze instabili, Ecologie intrecciate, Atti di resistenza e Trasformarsi. Queste sezioni esplorano, attraverso diverse opere e progetti, temi come l’identità e la sua mobilità, l’interconnessione tra esseri umani e ambiente, le dinamiche di potere che attraversano le soglie sociali, e l’attraversamento della soglia come possibilità di cambiamento.
Durante l’inaugurazione sono previste performance di Nordine Sajot e Lea Abendstein. Nei giorni successivi, La Vaccheria ospiterà visite guidate, workshop, incontri e approfondimenti per coinvolgere cittadini, professionisti e pubblico in un dialogo sui temi della memoria, della trasformazione e dell’appartenenza. Il 14 novembre si terrà una presentazione con Lynne Cooke.
La mostra riflette sulla soglia non solo come limite fisico ma come spazio simbolico di passaggio e trasformazione, valorizzando spazi periferici come luoghi di relazione e cambiamento. (PRIMANOTIZIE)


