(PRIMANOTIZIE) MILANO – Il settore europeo delle costruzioni sta mostrando segnali di stabilizzazione e un lento miglioramento delle prospettive nel 2026, con un recupero graduale atteso entro il 2029. Tuttavia, in Italia la crescita prevista risulta più contenuta rispetto ad altri Paesi europei, a causa dell’esaurimento degli incentivi e del rallentamento degli investimenti legati al PNRR.
Secondo il Building Blocks Construction Indicator 2026 di Bain & Company, il mercato europeo beneficia di una crescita del PIL e di continui investimenti pubblici in infrastrutture, ma rimane condizionato da costi elevati e incertezze macroeconomiche. Paolo Cerini, Partner di Bain & Company, ha spiegato che “in Italia, il progressivo venir meno degli incentivi e il rallentamento atteso degli investimenti infrastrutturali rendono il percorso di recupero particolarmente complesso”.
In Italia, la crescita reale del mercato delle costruzioni nel 2026 è stimata tra lo 0% e il 2%, con un tasso annuo composto (CAGR) tra 0% e 2% fino al 2029, valori inferiori rispetto a Germania, Paesi nordici, Regno Unito, Paesi Bassi e Francia. Marta De Battisti, Partner di Bain & Company, ha sottolineato come “le imprese dovranno essere sempre più selettive nell’allocazione degli investimenti, individuando le opportunità offerte dai segmenti più dinamici e adattando i propri modelli operativi a una domanda in evoluzione”.
Il segmento infrastrutture si conferma il più dinamico in Italia, con una crescita prevista tra il 4,5% e il 6,5% per il 2026, sebbene nel medio termine la crescita si normalizzerà tra l’1% e il 3% annuo. Il comparto residenziale è in fase di assestamento dopo il ridimensionamento degli incentivi, con nuove costruzioni che cresceranno lentamente, mentre il settore non residenziale manterrà una dinamica debole.
L’accessibilità abitativa rimane una sfida strutturale in Italia e in Europa, con il rapporto tra prezzi delle abitazioni e redditi che nel 2026 raggiunge 8,3 in Italia, uno dei valori più alti in Europa. Questo ostacola la trasformazione della domanda potenziale in investimenti residenziali, aggravata da costi di costruzione elevati, aumenti dei prezzi dell’energia e tassi di interesse crescenti imposti dalla Banca centrale europea. (PRIMANOTIZIE)


