(PRIMANOTIZIE) ROMA, 31 OTT – Sessanta perquisizioni in 23 città italiane nell’ambito di una vasta operazione della Polizia di Statonei confronti di persone sospettate di aver incitato a compiere atti di violenza durante le recenti manifestazioni di piazza.
Gli interventi sono stati eseguiti dagli investigatori della Digos e della Polizia Postale, impegnati negli accertamenti sulle comunicazioni diffuse attraverso chat e piattaforme social.
A rendere nota l’operazione è stata la stessa Polizia di Stato, precisando che le perquisizioni riguardano soggetti che avrebbero utilizzato gli strumenti digitali per incoraggiare comportamenti violenti nel contesto delle mobilitazioni delle ultime settimane.
Sessanta perquisizioni, indagini sulle chat e sui social network
L’attività investigativa si concentra sui contenuti pubblicati e condivisi online, con particolare attenzione ai messaggi ritenuti riconducibili all’incitamento alla violenza.
Secondo quanto comunicato dalla Polizia, le perquisizioni sono state disposte «nei confronti di soggetti che nelle chat e nelle piattaforme social avevano incitato a compiere violenze nelle recenti manifestazioni di piazza».
L’operazione coinvolge complessivamente 23 città, a conferma dell’estensione territoriale degli accertamenti.
Il comunicato non specifica le località interessate né il numero complessivo delle persone indagate.
Digos e Polizia Postale impegnate negli accertamenti
L’intervento vede impegnate due articolazioni specializzate della Polizia di Stato.
La Digos si occupa delle attività investigative connesse all’ordine e alla sicurezza pubblica, mentre la Polizia Postalesvolge accertamenti sui contenuti e sulle comunicazioni diffuse attraverso strumenti informatici.
L’azione congiunta è finalizzata alla ricostruzione delle condotte contestate e all’individuazione di eventuali responsabilità.
Le perquisizioni rappresentano un’attività investigativa e non costituiscono, di per sé, un accertamento definitivo di responsabilità penale.
Manifestazioni e ordine pubblico, attenzione all’incitamento alla violenza
L’operazione arriva dopo settimane caratterizzate da mobilitazioni e tensioni in diverse città italiane.
L’attenzione degli investigatori si concentra sull’eventuale utilizzo delle piattaforme digitali per favorire comportamenti violenti durante i cortei.
Resta fondamentale la distinzione tra la libera espressione del dissenso, tutelata dalla Costituzione, e le condotte che possono assumere rilevanza penale.
Il bilancio comunicato dalla Polizia è di 60 perquisizioni in 23 città italiane. Non sono stati forniti, al momento, dettagli su eventuali arresti, sequestri o specifiche contestazioni penali. (PRIMANOTIZIE)


