Manita Olanda con la Svezia e poker Giappone. Undav salvatore della Germania, Room eroe di Curacao

L’Olanda fa un sol boccone della Svezia, infliggendo una manita che gli scandinavi non subivano al Mondiale dalla finale persa nel 1958 dal Brasile del diciassettenne Pelé. Gli Orange confezionano il pacchetto con le doppiette di Brobbey e Gakpo, cui fa seguito il gol della bandiera svedese di Elanga prima del sigillo finale di Summerville. Una serataccia per il difensore centrale atalantino Hien. L’Olanda non solo ipoteca il passaggio ai sedicesimi, ma stabilisce un nuovo record nella fase finale del Mondiale, inanellando 14 partite consecutive senza sconfitte e facendo meglio del Brasile che vantava una striscia di imbattibilità di 13 partite, dai quarti dell’edizione 1954 alla fase a gironi del 1966 quando perse 1-3 dal Portogallo di Eusebio. L’ultima partita persa dall’Olanda è la finale del 2010 contro la Spagna a Johannesburg (0-1, con gol di Iniesta nei tempi supplementari). In due edizioni successive (l’Olanda non si era qualificata a Russia 2018) le eliminazioni sono state determinate dai calci di rigore, sempre con l’Argentina: nel 2014 in semifinale (0-0 dopo i tempi supplementari e 2-4 ai rigori), e in Qatar nel 2022 (2-2 e 3-4 ai rigori).

Quanto alla Germania, che rischia di perdere con la Costa d’Avorio passata in vantaggio con Kessie, scaccia i fantasmi con Undav, jolly pescato dalla panchina e autore della doppietta che al 94’ ribalta il risultato. Gli ivoriani, beffati nel finale, avrebbero meritato quantomeno di pareggiare dopo essere andati vicino al raddoppio adottando un efficace e redditizio 4-3-3, ma intanto hanno messo in mostra il grande talento del diciannovenne Yan Diomande. Per loro il passaggio del turno dipende dalla vittoria su Curacao, che alle parate del portiere Eloy Room ha guadagnato il suo primo, storico punto fermando sullo 0-0 l’Ecuador, che ha attaccato con insistenza senza trovare lo spiraglio della rete e rischiando pure di subire gol dai caraibici. Il Giappone ha ottenuto il più largo risultato della sua storia battendo per 4-0 una Tunisia evanescente.

Eloy Room, baluardo di Curacao che ha respinto gli assalti dell’Ecuador (creatura: fifa.com)

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