(PRIMANOTIZIE) MILANO – Gli Stati Uniti si trovano ad affrontare un passaggio storico e geopolitico cruciale, segnato dal confronto tra la difesa del primato globale e le conseguenze interne della linea politica nota come America First. Questa visione strategica, che ha ridefinito i rapporti commerciali e di sicurezza, ha generato dinamiche complesse nella politica interna, come evidenziato dai risultati delle elezioni di medio termine, che hanno portato a un profondo rimpasto con la conquista della maggioranza da parte dei Democratici sia alla Camera sia al Senato.
Gli autori Luca Alfredo Lanzalone e Lorenzo Somigli sottolineano come le cause delle difficoltà del Partito Repubblicano (GOP) vadano oltre la politica estera e si leghino a due fattori chiave: la qualità dei candidati, spesso ritenuti mediocri e più legati agli slogan che a proposte concrete, e la gestione dell’immigrazione, che ha visto l’azione dell’ICE superare gli obiettivi iniziali per colpire anche immigrati irregolari integrati da decenni, creando un impatto sulle tipologie di manodopera fondamentali nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura.
Secondo gli autori, tali contraccolpi interni rappresentano un esito naturale dell’attuazione delle politiche America First e delle misure tariffarie e di tutela industriale previste dalla cosiddetta Dottrina Donroe, che influiscono direttamente sui prezzi e sul costo della vita.
Dati ufficiali indicano comunque un’economia americana solida, con un Prodotto Interno Lordo al 3,4% che conferma la robustezza produttiva sostenuta, in parte, dalle misure introdotte dall’amministrazione Trump. Tuttavia, Lanzalone e Somigli avvertono che limitare l’analisi al successo di Wall Street è politicamente sbagliato, poiché resta centrale la percezione della popolazione riassunta dalla condizione economica quotidiana, quale l’aumento del costo della vita e il peso delle bollette energetiche, soprattutto in un Paese orientato agli affari come gli Stati Uniti.
Concludono affermando che i risultati elettorali di metà mandato testimoniano come il voto in America pesi soprattutto sugli effetti economici percepiti dai cittadini, più che sull’ideologia o sulla retorica sulla potenza globale. (PRIMANOTIZIE)


