(PRIMANOTIZIE) ROMA – Alla Camera dei Deputati, RIME – Rete Italiana Mobilità Equa, insieme a 42 organizzazioni, ha presentato una critica condivisa allo schema del nuovo Codice della Strada, chiedendo al Governo di fermare l’iter e rivedere profondamente il testo. La richiesta nasce dalla preoccupazione per il declassamento delle tutele verso pedoni e ciclisti, la limitazione delle autonomie comunali e l’insufficienza delle misure di controllo e prevenzione.
Nel corso della conferenza stampa, aperta a parlamentari di maggioranza e opposizione, è stato evidenziato che il nuovo Codice non pone la sicurezza delle persone come finalità primaria, dando priorità alla libera circolazione, anche delle merci. Tra le criticità principali, RIME indica l’abolizione della precedenza automatica ai pedoni sulle strisce, la mancata garanzia di distanza minima di sorpasso per i ciclisti, l’assenza di un limite ordinario di 30 km/h in ambito urbano e il restringimento degli strumenti a disposizione dei Comuni per ridurre la velocità e migliorare la sicurezza stradale.
È stata inoltre evidenziata la riduzione dei termini per la notifica delle sanzioni e l’assenza di misure per il controllo elettronico dell’uso del cellulare alla guida, oltre al depotenziamento delle sanzioni per eccesso di velocità in ambito urbano.
Secondo RIME, queste modifiche rischiano di scaricare la responsabilità sugli utenti più vulnerabili e indebolire le possibilità di prevenzione, nonostante nel 2025 le vittime sulle strade italiane siano state ancora quasi tremila, un dato lontano dall’obiettivo europeo di dimezzamento entro il 2030.
La rete ha quindi rivolto un appello trasversale a tutte le forze politiche affinché investano in sicurezza stradale, trasporto pubblico e mobilità attiva nella prossima Legge di Bilancio. Ha inoltre sottolineato la necessità di lasciare ai Comuni autonomia nei provvedimenti di moderazione del traffico e di rafforzare i controlli per garantire maggiore efficacia delle normative.
«La sicurezza non è un limite alla libertà di circolazione, ma ciò che la rende possibile per tutti», ha dichiarato Francesca Chiodi, presidente del Movimento Diritti dei Pedoni e portavoce di RIME. Le 42 organizzazioni sono pronte a collaborare con le istituzioni per una revisione che ponga al centro la tutela della vita e un sistema di mobilità davvero equo e sostenibile. (PRIMANOTIZIE)


