Russia, chiude Novaya Gazeta: «Uccisi dalle autorità e dai servizi segreti». Il 9 novembre si spegne una voce del giornalismo indipendente

(PRIMANOTIZIE) MOSCA – «Siamo stati uccisi». È con queste parole che Novaya Gazeta, una delle più conosciute testate del giornalismo indipendente russo, annuncia la fine delle proprie attività in Russia. Il quotidiano, classificato dalle autorità di Mosca come agente straniero, cesserà definitivamente le operazioni nel Paese il 9 novembre 2026, dopo anni di restrizioni e pressioni istituzionali.

L’annuncio è stato pubblicato sul sito della testata, attraverso un messaggio che attribuisce direttamente alle autorità russe e ai servizi di intelligence la responsabilità della chiusura.

«Il 9 novembre spegneremo le luci del nostro edificio, dove abbiamo vissuto per 30 anni. Il giornale non esiste più», scrive la redazione, denunciando di essere stata costretta a interrompere le proprie attività.

Una decisione che segna un nuovo passaggio nella progressiva riduzione degli spazi per l’informazione indipendente in Russia.

Novaya Gazeta: «Le autorità russe ci hanno costretto a chiudere»

Il messaggio diffuso dalla redazione non lascia spazio a interpretazioni sulla posizione del giornale.

Secondo i suoi giornalisti, la cessazione delle attività non rappresenta una scelta editoriale o una conseguenza delle difficoltà economiche, ma l’esito delle pressioni esercitate dalle istituzioni russe.

«Le autorità russe e i servizi segreti hanno costretto la redazione a cessare le attività», si legge nella comunicazione.

La testata utilizza parole particolarmente dure per descrivere la propria situazione, presentando la chiusura come il risultato di un progressivo processo di limitazione della libertà di informazione.

Le accuse sono formulate direttamente dalla redazione e, nelle informazioni disponibili, non risultano accompagnate da una replica delle autorità russe.

Le restrizioni dal 2022 e la classificazione come agente straniero

Le difficoltà di Novaya Gazeta si erano accentuate nel 2022, quando la testata era stata sottoposta a limitazioni che avevano compromesso la possibilità di proseguire regolarmente l’attività giornalistica.

Il progressivo irrigidimento delle misure nei confronti dei media indipendenti ha ridotto gli spazi di informazione non allineata alle posizioni ufficiali del Cremlino.

La classificazione come «agente straniero» rientra nel sistema normativo russo che impone particolari obblighi e restrizioni ai soggetti inseriti negli appositi registri.

Nel caso di Novaya Gazeta, la combinazione delle misure adottate negli anni avrebbe contribuito, secondo la redazione, a rendere impossibile la prosecuzione del lavoro in Russia.

Novaya Gazeta Europe, il giornalismo continua dall’estero

Una parte dei giornalisti della testata aveva già lasciato la Russia nel 2022, dando continuità all’attività informativa attraverso il progetto Novaya Gazeta Europe.

La redazione all’estero ha proseguito il lavoro giornalistico dedicato alla Russia, alla politica internazionale e alle conseguenze della guerra in Ucraina.

La chiusura annunciata riguarda quindi le attività di Novaya Gazeta sul territorio russo e non implica automaticamente la cessazione del progetto editoriale europeo.

La distinzione è significativa perché evidenzia come una parte del giornalismo indipendente russo abbia cercato di mantenere operativa la propria attività trasferendosi fuori dai confini nazionali.

Una storia legata al giornalismo investigativo

Fondata nel 1993, Novaya Gazeta ha rappresentato per oltre trent’anni una delle principali esperienze del giornalismo investigativo russo.

La testata si è distinta per le inchieste sulla corruzione, sulle violazioni dei diritti umani e sugli abusi di potere, affrontando spesso temi particolarmente delicati nel contesto politico nazionale.

La sua storia è legata anche alla figura della giornalista Anna Politkovskaja, assassinata a Mosca nel 2006, e a quella dello storico direttore Dmitrij Muratov, insignito del Premio Nobel per la Pace nel 2021 per il suo impegno a difesa della libertà di espressione.

La chiusura delle attività in Russia assume dunque un valore che va oltre la vicenda di una singola testata, coinvolgendo il tema della possibilità di esercitare un giornalismo indipendente nel Paese.

Il 9 novembre si spegneranno le luci della redazione

La data annunciata per la cessazione delle attività è il 9 novembre, quando la redazione lascerà l’edificio nel quale ha lavorato per tre decenni.

Un gesto dal forte valore simbolico, descritto dai giornalisti come la conclusione forzata di un percorso editoriale iniziato negli anni successivi alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.

«Il giornale non esiste più» è la frase con cui Novaya Gazeta sintetizza la fine della propria presenza operativa in Russia.

Resta invece l’attività dei giornalisti che hanno scelto di continuare a lavorare dall’estero.

La chiusura rappresenta un ulteriore segnale delle difficoltà incontrate dall’informazione indipendente russa, mentre il futuro della testata sul territorio nazionale appare ormai compromesso. (PRIMANOTIZIE)

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