(PRIMANOTIZIE) Professionisti e manager riflettono sul ruolo dell’intelligenza artificiale (AI) nel lavoro quotidiano, mettendo in luce le potenzialità e le sfide di questa tecnologia in rapida evoluzione. Walter Giannò, esperto che utilizza quotidianamente strumenti come ChatGPT, Claude, Gemini e Grok, racconta di aver compiuto grandi progressi grazie all’AI, riuscendo a svolgere in una giornata attività che prima richiedevano tempi molto più lunghi.
Giannò ammette però di sentirsi al „cinque per cento“ rispetto alle potenzialità reali di queste tecnologie. Pur riconoscendo anche gli aspetti negativi come l’impiego dell’AI in ambiti di sorveglianza e militari, egli preferisce concentrarsi sul lato positivo, che può rendere il lavoro più creativo, meno stressante e più sostenibile. ”Sono felice di essere contemporaneo di tutto questo,” afferma, pur consapevole che a 45 anni vedrà solo l’inizio di questa rivoluzione tecnologica.
Un altro contributo significativo arriva da Ugo Papagni, che sottolinea il rischio di confondere il progresso tecnologico con quello umano. Secondo Papagni, la vera sfida per i leader sarà evitare che la maggiore efficienza determinata dall’intelligenza artificiale si traduca in mere richieste di maggiore produttività. ”Il valore del tempo liberato dall’AI dipenderà dall’uso che ne faremo,” osserva, suggerendo che la leadership futura sarà valutata anche sulla capacità di costruire ambienti di lavoro in cui le persone possano pensare meglio, crescere e contribuire con consapevolezza. (PRIMANOTIZIE)


