(PRIMANOTIZIE) TEL AVIV – La minaccia nucleare iraniana irrompe nella fase conclusiva della campagna elettorale israeliana. Allavigilia del voto per il rinnovo della Knesset, il primo ministro Benjamin Netanyahu torna a mettere la sicurezzanazionale e il confronto con Teheran al centro del dibattito politico, pubblicando sui social un’immagine che raffigurauna bomba mentre colpisce Tel Aviv.
Un messaggio dal forte impatto visivo, accompagnato dalla convinzione che Israele abbia ancora due anni di tempo,prima della conclusione del mandato del presidente americano Donald Trump, per «finire il lavoro con l’Iran».
Le dichiarazioni hanno provocato la dura reazione di Gadi Eizenkot, indicato come il principale avversario diNetanyahu nella competizione elettorale, che ha accusato il premier di utilizzare la paura di un attacco nucleare perorientare il confronto politico.
Netanyahu pubblica l’immagine di una bomba su Tel Aviv
Il primo ministro israeliano ha scelto il social network X per diffondere un’immagine che rappresenta simbolicamentele conseguenze di un possibile attacco nucleare contro Tel Aviv.
La pubblicazione si inserisce nella strategia comunicativa con cui Netanyahu richiama l’attenzione sui rischi che,secondo la sua valutazione, continuerebbero a derivare dal programma nucleare iraniano.
Il premier ha sostenuto che il periodo residuo della presidenza Trump rappresenti una finestra temporale per completaregli obiettivi israeliani nei confronti dell’Iran.
Il riferimento ai due anni rimasti al presidente statunitense collega direttamente la questione della sicurezza israelianaagli equilibri politici di Washington.
L’immagine diffusa da Netanyahu rappresenta uno scenario evocato nella comunicazione politica e non ladocumentazione di un attacco realmente avvenuto.
Eizenkot attacca il premier: «Menzogne e allarmismo»
La reazione dell’opposizione è stata immediata.
Gadi Eizenkot, già capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane e avversario politico di Netanyahu, hacontestato duramente i toni utilizzati dal primo ministro.
Secondo Eizenkot, il premier sarebbe «isterico» e starebbe facendo ricorso a «tattiche elettorali di menzogne eallarmismo».
Le accuse si inseriscono in una campagna elettorale fortemente polarizzata, nella quale il confronto sulla sicurezzanazionale si intreccia con quello sulla leadership politica.
Eizenkot contesta in particolare l’utilizzo di scenari catastrofici nella comunicazione elettorale, ritenendoli strumenti dipressione sull’opinione pubblica.
Trump sostiene Netanyahu alla vigilia del voto
A intervenire nella campagna elettorale israeliana è stato anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che haespresso apertamente il proprio sostegno a Netanyahu.
Il leader americano ha invitato gli israeliani a votare per quello che ha definito «l’eccezionale guerriero Netanyahu».
Un endorsement esplicito che conferma la vicinanza politica tra i due leader e il ruolo centrale attribuito da entrambi alconfronto con l’Iran.
Le parole di Trump arrivano in una fase nella quale le scelte di Washington continuano a incidere direttamente sugliequilibri diplomatici e militari del Medio Oriente.
Elezioni in Israele, sicurezza e Iran al centro della sfida
Il voto per il rinnovo della Knesset si svolge in un clima di forte contrapposizione politica.
Netanyahu punta a presentare la propria leadership come una garanzia di continuità nella gestione delle minacce allasicurezza nazionale, mentre Eizenkot contesta la strategia comunicativa e politica del premier.
La questione iraniana è diventata così uno degli argomenti centrali dell’ultima fase della campagna elettorale.
Da una parte, il primo ministro insiste sulla necessità di mantenere alta la pressione su Teheran; dall’altra, il suoprincipale rivale accusa il governo di alimentare un clima di paura.
Gli elettori israeliani saranno chiamati alle urne il 27 ottobre, in una consultazione che definirà la composizione delnuovo Parlamento e i successivi equilibri di governo. (PRIMANOTIZIE)


