(PRIMANOTIZIE) Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, ha denunciato che durante le manifestazioni del 24 ottobre sono stati fermati o accompagnati in Questura 371 persone, di cui 110 minorenni. Barbera ha espresso preoccupazione per il fatto che alcuni giovani, tra cui membri della sua organizzazione, siano stati trattenuti semplicemente per il possesso di uno scaldacollo, senza aver commesso alcun illecito.
Secondo Barbera, questa situazione solleva dubbi sull’eccessiva e preventiva repressione del diritto di manifestare, chiedendo al governo chiarimenti su quante persone siano state trattenute senza motivo e per quanto tempo. “Indossare abiti neri o portare uno scaldacollo non costituisce di per sé un reato”, ha sottolineato, criticando una gestione ritenuta repressiva e una presunzione generalizzata di colpevolezza. (PRIMANOTIZIE)
Barbera ha inoltre richiamato gli articoli 13, 16 e 17 della Costituzione che tutelano la libertà personale, il diritto di circolazione e quello di riunirsi pacificamente, evidenziando che la repressione indiscriminata del dissenso rischia di delineare una deriva autoritaria. Ha infine chiesto un bilancio pubblico dettagliato delle misure adottate durante le manifestazioni, città per città, e ha definito problematico il fatto che oggi finire in Questura possa dipendere dall’abbigliamento e non da azioni illecite.


