(PRIMANOTIZIE) Secondo un’analisi pubblicata da TerzaRepubblica il 24 ottobre 2026, le violenze di piazza e la guerriglia urbana che hanno colpito Milano e altre città europee potrebbero essere influenzate da una forma di guerra ibrida orchestrata dalla Russia. L’articolo sottolinea come questa ipotesi sia stata spesso trascurata dalla politica, dai media e dagli intellettuali, i quali si sono concentrati su interpretazioni sociologiche senza considerare a fondo la domanda “a chi giova?”.
Il contributo si basa su quanto affermato dal ministro Crosetto e dall’esponente politico Carlo Calenda, che hanno evocato l’interesse di attori esterni intenzionati a destabilizzare l’Europa, soprattutto in vista di importanti appuntamenti elettorali in Spagna, Francia e Italia. Di particolare rilievo è il commento di Maurizio Molinari, che ha evidenziato come la Nato rilevi la presenza di “attori russi” nei disordini delle piazze europee.
Il pezzo ricorda la strategia delineata nel 2013 dal capo di Stato Maggiore russo Valery Gerasimov, che suggeriva a Vladimir Putin di promuovere il caos interno in Europa tramite il web, amplificando conflitti già esistenti per minare la coesione democratica dei paesi continentali.
In tale contesto, i movimenti di protesta come i “gilets jaunes” in Francia e altri gruppi insurrezionalisti verrebbero sfruttati o finanziati per far crescere la tensione sociale, spingendo verso reazioni securitarie che favoriscono elettoralmente le forze di destra, spesso vicine al Cremlino o simpatizzanti di Donald Trump, indicato come principale alleato di Mosca.
Al contempo l’analisi mette in luce come queste dinamiche si combinino con problemi reali come povertà, precarietà giovanile, degrado urbano e diseguaglianze sociali, che alimentano malcontento ma non giustificano la violenza e il vandalismo. L’articolo critica inoltre l’ipocrisia di parte della politica e dei media, che adottano legislazioni incisive ma spesso inefficaci, e denuncia la confusione tra giustificazioni sociologiche e giustificazioni alla violenza fine a se stessa.
Infine, si richiama alla necessità di non sottovalutare le tracce della guerra ibrida in queste insurrezioni, mettendo in guardia dal rischio che tali tensioni esplodano violentemente come un vulcano in eruzione. (PRIMANOTIZIE)


