Ucraina, raid russo su una struttura sanitaria a Kharkiv: 62 feriti e 200 pazienti evacuati. Strage nel centro umanitario, 26 morti

(PRIMANOTIZIE) KIEV, 3 NOV – Una struttura sanitaria bombardata, 62 persone ferite e circa 200 pazienti costretti all’evacuazione. È il bilancio dell’attacco russo che nella notte ha colpito un complesso medico a Kharkiv, nell’Ucraina nordorientale, mentre una nuova ondata di missili e droni ha investito anche la regione di Dnipropetrovsk, provocando danni a edifici residenziali e infrastrutture.

A riferire dell’attacco contro la struttura sanitaria sono state le autorità locali, citate dal Kyiv Independent. Secondo il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, il bombardamento ha interessato un’area di collegamento tra diversi edifici del complesso medico, situato nel quartiere di Nemyshlianskyi.

La nuova escalation arriva mentre si aggrava anche il bilancio dell’attacco russo contro una struttura umanitaria a Komyshuvas, dove il numero delle vittime è salito a 26 morti e almeno cinque feriti ricoverati in ospedale, secondo quanto dichiarato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Kharkiv, bombardato un complesso medico: evacuati 200 pazienti

L’attacco contro la struttura sanitaria di Kharkiv è avvenuto durante la notte, colpendo una zona che collega più edifici destinati all’assistenza medica.

Secondo le autorità locali, 62 persone sono rimaste ferite, mentre circa 200 pazienti sono stati evacuati per ragioni di sicurezza.

Il sindaco Ihor Terekhov ha confermato che il bombardamento ha interessato il quartiere Nemyshlianskyi, senza fornire nel resoconto disponibile ulteriori dettagli sulle condizioni dei feriti.

L’evacuazione ha coinvolto numerosi pazienti che si trovavano all’interno del complesso sanitario, rendendo necessaria la gestione dell’emergenza e il loro trasferimento in condizioni di sicurezza.

Missili e droni sulla regione di Dnipro, colpiti edifici e infrastrutture

La notte di bombardamenti ha interessato anche la regione di Dnipropetrovsk, dove le forze russe avrebbero condotto un attacco su vasta scala utilizzando missili e droni.

A comunicarlo è stato il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleksandr Ganzha, attraverso un messaggio pubblicato su Telegram e ripreso dall’agenzia ucraina Unian.

I raid hanno colpito infrastrutture, edifici residenziali e strutture amministrative nei distretti di Dnipro e Kryvyi Rih.

Le autorità hanno segnalato danni a diverse abitazioni e il ferimento di alcuni residenti.

Nikopol, quattro feriti. Soccorritori al lavoro tra le macerie

Nella regione di Nikopol, un attacco ha danneggiato un’abitazione privata, provocando il ferimento di quattro persone.

Ulteriori bombardamenti sono stati segnalati all’alba nell’area di Dnipro, dove sono state danneggiate altre case.

«All’alba, il nemico ha nuovamente colpito il Dnepr. Alcune case sono state danneggiate. Ci sono feriti, tutti i servizi di emergenza stanno lavorando sul posto», ha dichiarato Ganzha.

Le squadre di soccorso sono intervenute nelle aree colpite per assistere la popolazione e verificare l’eventuale presenza di persone intrappolate sotto le macerie.

Strage a Komyshuvas, 26 morti in un attacco contro una struttura umanitaria

Particolarmente grave il bilancio dei bombardamenti contro una struttura destinata all’assistenza umanitaria a Komyshuvas.

Secondo quanto riferito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un videomessaggio serale, il numero delle vittime è salito a 26 morti, mentre altre cinque persone risultano ricoverate in ospedale.

Le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso, poiché si teme che altre persone possano trovarsi intrappolate sotto le macerie.

La maggior parte delle vittime, secondo la ricostruzione fornita da Kiev, sarebbe costituita da civili arrivati nella struttura per ricevere aiuti umanitari.

Tra le persone colpite figurerebbero anche cittadini intervenuti per prestare soccorso dopo il primo bombardamento.

Zelensky accusa Mosca: «Sapevano che era una struttura umanitaria»

Il presidente ucraino ha condannato duramente gli attacchi, accusando le forze russe di aver colpito consapevolmente un luogo destinato all’assistenza della popolazione civile.

«I russi sapevano che si trattava in realtà di una struttura umanitaria», ha dichiarato Zelensky, chiedendo una reazione della comunità internazionale.

Il presidente ha inoltre collegato i nuovi bombardamenti al mancato proseguimento delle iniziative di de-escalation dopo la tregua umanitaria annunciata a Oleshky.

«Se la Russia avesse davvero voluto una de-escalation, allora, dopo Oleshky, ci sarebbe stato il momento di proseguire con le misure umanitarie. Lo avevamo proposto. Ma la Russia continua a uccidere», ha affermato.

Le accuse relative alla consapevolezza dell’obiettivo colpito sono attribuite al presidente ucraino e non risultano, sulla base delle informazioni disponibili, verificate in modo indipendente.

Guerra in Ucraina, nuova escalation contro strutture civili

I bombardamenti su Kharkiv, Dnipro, Kryvyi Rih, Nikopol e Komyshuvas evidenziano le conseguenze della prosecuzione delle operazioni militari sulle infrastrutture civili e sulla popolazione.

L’attacco contro il complesso sanitario di Kharkiv ha provocato decine di feriti e l’evacuazione di centinaia di pazienti, mentre la strage denunciata a Komyshuvas ha colpito persone impegnate a ricevere o prestare assistenza umanitaria.

Il bilancio comunicato dalle autorità ucraine è di 62 feriti a Kharkiv, quattro a Nikopol e 26 morti con almeno cinque feriti a Komyshuvas, ai quali si aggiungono le persone coinvolte negli altri attacchi nella regione di Dnipropetrovsk.

Le operazioni di soccorso proseguono, mentre restano da verificare l’entità complessiva dei danni e il numero definitivo delle vittime.

La protezione delle strutture sanitarie, degli operatori umanitari e della popolazione civile resta uno degli aspetti centrali del diritto internazionale umanitario, che impone specifiche tutele durante i conflitti armati. (PRIMANOTIZIE)

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