(PRIMANOTIZIE) ROMA – Fare per Cambiare ha denunciato la recente dinamica parlamentare definendola “mercato delle vacche”, riferendosi ai cambi di gruppo e alle nuove componenti nate in Parlamento con l’obiettivo di ottenere vantaggi previsti dalla legge elettorale 9 ottobre 2026 n. 180. La nuova normativa aumenta da 1.500 a 6.000 il numero di firme richieste per le liste elettorali nei collegi, con riduzioni per le forze che hanno un gruppo parlamentare costituito, creando disparità significative tra chi è già rappresentato in Parlamento e chi non lo è.
Recenti cambi di gruppo, come quelli del senatore Andrea Crisanti passato dal Partito Democratico a Rifondazione Comunista e di Luigi Nave dal Movimento 5 Stelle a una componente del gruppo Misto collegata a Progetto Civico Italia e Nuovo PSI, sono stati interpretati come mosse strategiche per ottenere i benefici previsti dalle esenzioni sulla raccolta firme.
Roberto Ampezzan, membro del direttivo di Fare per Cambiare, ha sottolineato che “il Parlamento non può diventare un club esclusivo” dove chi è dentro crea regole vantaggiose a proprio piacimento, invitando tutte le forze politiche a considerare la qualità della democrazia oltre la propria convenienza elettorale.
Fare per Cambiare chiede pertanto regole più trasparenti, requisiti proporzionati e neutralità istituzionale nella competizione elettorale, perché la rappresentanza politica debba poter cambiare attraverso il voto e non essere ostacolata da norme che favoriscono chi è già in Parlamento. Alfredo Mangano, anch’egli del direttivo, ha ribadito che “al mercato delle vacche noi non ci stiamo”. (PRIMANOTIZIE)


