(PRIMANOTIZIE) Il mercato globale dell’economia circolare crescerà del 194% entro il 2035, passando da 167 a oltre 491 miliardi di dollari, secondo l’analisi dell’Osservatorio BrianzAcque che ha individuato i 10 principali trend destinati a guidare questo settore nei prossimi dieci anni.
La crisi energetica, le guerre e la fragilità delle catene di approvvigionamento stanno modificando il ruolo dell’economia circolare, che si configura ormai non solo come una scelta ambientale ma anche come leva di competitività industriale, sicurezza nelle forniture e autonomia economica. Recuperare rifiuti, acqua, energia e materiali rappresenta un’opportunità per ridurre costi, dipendenza dall’estero e valorizzare risorse oggi disperse.
Enrico Boerci, presidente e AD di BrianzAcque, ha osservato che “la sostenibilità è il più grande volano di investimenti del nostro secolo” e ha sottolineato come la trasformazione dell’economia da modello lineare a circolare determini benefici economici, sociali e ambientali.
In Italia, il valore della circolarità è rilevante soprattutto per via della forte dipendenza dall’estero che riguarda il 46,6% delle materie prime trasformate. Il rapporto evidenzia come integrare acqua, rifiuti ed energia – per esempio trasformando i fanghi di depurazione in biometano o utilizzando acque di processo depurate – stia diventando una strategia vincente.
I 10 macro-trend segnalati dall’Osservatorio BrianzAcque sono:
- Passaporto Digitale dei Prodotti: tracciabilità digitale per conoscere composizione, provenienza e impatto ambientale.
- Intelligenza Artificiale per la selezione automatizzata dei rifiuti: uso di AI, computer vision e robotica per migliorare qualità e valore delle materie seconde.
- Simbiosi industriale: integrazione tra acqua, rifiuti ed energia per trasformare scarti in risorse come biogas e calore.
- Modelli Product-as-a-Service (PaaS): vendita di servizi anziché prodotti per favorire durabilità e riparabilità.
- Automotive circolare e Battery Passports: gestione circolare delle batterie con tracciabilità e progetti di seconda vita.
- Upcycling dei polimeri e riciclo avanzato: tecnologie di pirolisi e depolimerizzazione per plastiche complesse.
- Ecodesign modulare: progettazione per facilità di riparazione, disassemblaggio e riciclo.
- Valorizzazione delle acque di processo: depurazione e riutilizzo in cicli industriali chiusi.
- Logistica inversa predittiva e digitalizzata: ottimizzazione del ritorno di materiali e prodotti a fine vita.
- Bioraffinerie e bio-nutrienti dagli scarti organici: trasformazione di rifiuti agroalimentari in biometano e sostanze ad alto valore aggiunto.
L’analisi sottolinea il passaggio da un’economia che paga per smaltire gli scarti a una che compete per recuperarne valore, armonizzando sostenibilità ambientale, sicurezza delle risorse, innovazione industriale e sviluppo economico nei territori. (PRIMANOTIZIE)


