Due terzi degli edifici scolastici italiani privi delle certificazioni di sicurezza

Secondo un’analisi pubblicata da Tuttoscuola, circa due terzi degli edifici scolastici italiani risultano privi delle certificazioni fondamentali e obbligatorie per la sicurezza. Su un totale di circa 40 mila scuole, ben 14.512 strutture (il 36%) non dispongono di alcuna delle tre principali certificazioni di sicurezza: il certificato di agibilità, il certificato di prevenzione incendi e il certificato di omologazione della centrale termica.

I dati, aggiornati al quinquennio 2020-2025 e pubblicati sul Portale Unico del Ministero dell’Istruzione e del Merito, mostrano disparità territoriali significative. Al Nord solo un edificio su due possiede il certificato di agibilità, mentre nelle Isole si scende a uno su cinque. Nel Lazio la situazione è particolarmente critica, con il 70% degli edifici senza nessuna delle certificazioni di sicurezza richieste. Al contrario, la Valle d’Aosta si distingue con la percentuale più alta di edifici certificati in tutti i parametri monitorati.

Il certificato di agibilità, rilasciato dal Comune, attesta il rispetto dei requisiti di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e accessibilità; il certificato di prevenzione incendi, rilasciato dai Vigili del Fuoco, garantisce la conformità alle norme antincendio e la presenza di sistemi di evacuazione idonei; il certificato di omologazione della centrale termica riguarda la sicurezza degli impianti di riscaldamento.

Un dato preoccupante è che questa situazione di carenza certificativa permane stabile da almeno cinque anni, senza significativi miglioramenti anche a fronte degli investimenti relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Mentre alcune dotazioni come mense, palestre e aule informatiche mostrano segni di miglioramento, le certificazioni di sicurezza restano ferme a livelli insufficienti.

Va inoltre ricordato che la responsabilità dell’ottenimento di tali certificazioni spetta agli enti locali proprietari degli immobili scolastici – Comuni per il primo ciclo e Province per il secondo –, mentre il Ministero dell’Istruzione è solo gestore degli edifici. Tale situazione, definita da Tuttoscuola come una vera e propria «scommessa» per la sicurezza degli alunni e del personale scolastico, porta a sottolineare come strutture private prive di tali certificazioni verrebbero immediatamente chiuse, mentre gli edifici scolastici continuano ad essere utilizzati per garantire il servizio pubblico.

Il dossier evidenzia, infine, la necessità di accelerare gli interventi per la messa in sicurezza certificata degli immobili scolastici, per tutelare l’incolumità di milioni di studenti e personale che ogni giorno vi accedono, e di colmare i profondi divari territoriali che caratterizzano l’Italia.

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