(PRIMANOTIZIE) NAPOLI – Si è concluso a Napoli il Forum della Famiglia e della Natalità, una quattro giorni di confronto tra Istituzioni, Ordini professionali e Università dedicata a indagare le cause e le soluzioni per contrastare la denatalità in Italia.
Durante l’evento, l’ex deputato e scrittore Italo Bocchino ha evidenziato il ruolo fondamentale della dimensione culturale nella crisi demografica, affermando che "la denatalità è un problema di tipo culturale, non economico o abitativo" e sottolineando la perdita del principio di sacralità della famiglia. Bocchino ha inoltre parlato della necessità di recuperare la cultura del sacrificio nel fare figli e famiglia, criticando la sostituzione dei figli con animali domestici come un segno di egoismo sociale.
L’assessore regionale Andrea Morniroli ha posto l’attenzione sulle difficoltà concrete delle coppie relative all’accesso alla casa, alle politiche per l’infanzia e ai servizi di trasporto urbano, ribadendo l’importanza di riportare i diritti delle persone e la sicurezza al centro delle politiche. Ha anche illustrato gli sforzi della Regione per contrastare la speculazione sugli affitti e per colmare le carenze nei servizi per la fascia 0-6 anni utilizzando fondi PNRR.
La ricerca statistica presentata da PwC Italia, illustrata dalla Tax Senior Manager Valeria De Sortis, ha confermato il grave disagio abitativo con circa 1.5 milioni di famiglie in difficoltà e la presenza di quasi 8.5 milioni di case non utilizzate, evidenziando un fabbisogno abitativo annuo di 151 mila unità contro le 55 mila autorizzate. Inoltre, nel Mezzogiorno vi sono solo 21 posti nei servizi dell’infanzia ogni 100 bambini.
L’assessore comunale Emanuela Ferrante ha parlato della variante sugli affitti brevi nel centro storico di Napoli e delle misure per monitorare e valorizzare il patrimonio edilizio pubblico utile a supportare i progetti di vita delle coppie.
Dal mondo accademico, il professore Luigi Caramiello dell’Università Federico II ha definito la denatalità come un fenomeno multidimensionale legato anche all’emancipazione femminile, che ha modificato la libertà individuale, mentre elementi come casa, lavoro e welfare restano aspetti strutturali ma non primari nel determinare il calo demografico, confrontando la situazione con popolazioni più povere ma con tassi di natalità più alti.
Infine, il dibattito ha coinvolto giuristi che si sono confrontati sul ruolo del matrimonio e dei patti prematrimoniali, con opinioni contrastanti circa la loro efficacia e la necessità di adeguare gli schemi tradizionali della famiglia a una nuova visione sociale più flessibile, ma con consenso sul valore di proteggere e regolare la gestione della prole con l’aiuto di esperti. (PRIMANOTIZIE)


