Calcio, Bianchedi nuova capo delegazione della Nazionale: «Obiettivo Mondiale»

ROMA – «Prontissima. Non ci sono sfide facili, ma non sono spaventata». Diana Bianchedi, ex campionessa olimpica di scherma, si prepara a iniziare il nuovo incarico di capo delegazione della Nazionale italiana di calcio, scelto dal presidente della FIGC Giovanni Malagò.

In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, Bianchedi ha spiegato di sentire forte la responsabilità del nuovo ruolo, soprattutto dopo il momento difficile attraversato dal calcio italiano.

«La affronterò con entusiasmo, ma anche con la giusta attenzione per fare meno errori possibile. Veniamo da un periodo difficile, la responsabilità che sento è tanta. Lavoreremo di squadra così tra quattro anni i ragazzi di oggi potranno vedere l’Italia al Mondiale».

La telefonata di Malagò

Bianchedi ha raccontato anche il momento in cui ha ricevuto la proposta.

«Ero praticamente nella giungla quando ho ricevuto la telefonata di Malagò che mi prospettava questo ruolo e i valori che rappresenta. Ritiene che, un po’ per la mia esperienza e credibilità tra gli atleti anche a livello internazionale, un po’ per quello che ha rappresentato per me la maglia azzurra, possa essere la persona giusta».

L’ex schermitrice ha spiegato di aver accolto subito con entusiasmo l’incarico, pur senza entrare immediatamente nei dettagli tecnici anche a causa delle difficoltà di comunicazione durante la telefonata.

Il nodo del ruolo nel Coni

Sul possibile problema di incompatibilità con l’attuale incarico di vicepresidente vicaria del Coni, Bianchedi ha assicurato che la questione sarà affrontata con il presidente Luciano Buonfiglio.

«Esamineremo punto per punto ogni aspetto per capire insieme come procedere e, se qualcosa non fosse compatibile con il mio ruolo di vicepresidente vicario, apporteremo le opportune modifiche».

Bianchedi ha poi sottolineato la volontà di evitare contrapposizioni tra istituzioni sportive.

«Siamo assolutamente allineati. Vogliamo far sì che la proposta che mi è stata fatta sia un mezzo per unire lo sport, non una strumentalizzazione per dividere».

«La maglia azzurra è di tutto lo sport italiano»

La nuova capo delegazione ha indicato proprio nel collegamento tra il mondo olimpico e quello calcistico uno degli aspetti centrali della sua missione.

«Il mio ruolo istituzionale sarà quello di unire il mondo del Coni e il mondo del calcio, perché la maglia azzurra è azzurra per tutti. È stato il mio sogno da bambina ed è lo stesso dei piccoli calciatori».

Bianchedi ha infine respinto l’idea che la scelta sia stata determinata dal fatto di essere una donna.

«Un concetto che mi fa accapponare la pelle. Io sono stata atleta e atleta è una parola che non ha genere. Non credo che la motivazione sia questa».

Secondo Bianchedi, la scelta nasce piuttosto dal rapporto professionale costruito negli anni con Malagò e dall’esperienza maturata nel mondo dello sport nazionale e internazionale.

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