ROMA – “Oggi l’Italia onora la memoria dei connazionali uccisi il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Vergarolla, nella più grave e sanguinosa strage nella storia dell’Italia repubblicana”. Così la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel ricordare la strage che avvenne a Pola all’epoca contesa dalla Jugoslavia di Tito.
“Una carneficina caduta nell’oblio per decenni e che è stata restituita alla memoria collettiva grazie all’impagabile impegno della comunità italiana di Pola, degli esuli, dei loro discendenti e delle associazioni.
Quello che è successo ottant’anni fa sulla spiaggia di Pola rappresenta ancora oggi un crimine impunito. Decine e decine di civili innocenti – uomini, donne e bambini – vennero uccisi secondo un macabro disegno, mentre assistevano ad una manifestazione sportiva. Mai accertati gli autori, individuati i mandanti, chiarite le finalità. Ricercare la verità rimane la via maestra per rendere pienamente giustizia alle vittime e svelare quello che, ancora oggi, non sappiamo di questa pagina buia del Novecento”.
Vergarolla: non solo la prima strage nella storia dell’Italia repubblicana, ma anche la meno conosciuta e con il maggior numero di vittime. 64 identificate, tra cui tanti bambini, ma sono state più di 100, stando alle stime dei sanitari che raccolsero frammenti di corpi irriconoscibili fatti a pezzi dalla violenza dell’esplosione.
Era stata l’esplosione di un deposito di mine accatastate vicino alla spiaggia di Vergarolla, mentre si svolgeva una manifestazione sportiva che aveva attratto molte famiglie. Un boato tremendo, una colonna di fumo visibile da tutta la città e un’onda d’urto che distrusse le finestre di tantissime case. Pola la cui sorte era ancora in sospeso in attesa della conferenza di pace, sprofondò nella disperazione.
Le autorità britanniche che amministravano la città indagarono: l’esplosione era stata sicuramente provocata, ma i colpevoli non vennero individuati.




