Una giornata senza sorprese al Mondiale di calcio, con Francia, Argentina, Norvegia e Austria che hanno rispettato il pronostico. L’Argentina, campione del mondo in carica, è stata illuminata letteralmente dalla sua stella, il 38enne Lionel Messi, alla sesta partecipazione alla fase finale della Coppa del Mondo, che ha deciso la gara con l’Algeria segnando una straordinaria tripletta, eguagliando il record di 16 gol ai Mondiali detenuto dal tedesco Miroslav Klose. Partita iniziata con due reti annullate per fuorigioco, una per parte, nei primi minuti. La Pulce è andata a segno in 5 delle 6 edizioni giocate e gli manca un solo gol per diventare il più prolifico di sempre.
Dopo un primo tempo in cui il Senegal ha fatto decisamente meglio dei transalpini, una giocata da campione di Mbappé ha sbloccato non solo il risultato ma anche la testa della squadra di Deschamps, che ha raddoppiato con Barcola, ma nel finale ha subito gol accusando qualche distrazione nei confronto dei senegalesi che hanno avuto il merito di non mollare, salvo arrendersi all’ennesimo colpo da maestro di Mbappé, autore di una doppietta, che a 27 anni, dopo avere vinto il Mondiale nel 2018 ed essere arrivato secondo nel 2022 quando la Francia ha perso in finale con l’Argentina, ha già collezionato 14 gol e 3 assist in 15 presenze.
Haaland ha risposto con una doppietta contribuendo al 4-1 con cui la Norvegia ha regolato l’Iraq, che aveva pareggiato momentaneamente la prima rete degli scandinavi.
C’è la firma del veterano Arnautovic, mandato in campo nel secondo tempo, nel successo per 3-1 dell’Austria di Rangnick contro l’esordiente Giordania. Vittoria sofferta, maturata nella seconda parte della ripresa quando Al-Arab ha infilato di testa la propria rete sotto la pressione di Arnautovic, che nel recupero ha realizzato un calcio di rigore dopo un gol su azione annullato. Dopo la rete di Schmid che ha sbloccato il risultato, la Giordania aveva pareggiato con Olwan.
Lionel Messi, player of the match (crediti: Fifa.com)




