Morti sul lavoro in Italia crescono del 5% nei primi 9 mesi del 2026

(PRIMANOTIZIE) Nei primi nove mesi del 2026 in Italia si sono registrate 823 morti sul lavoro, con un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. A diffondere i dati è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, che evidenzia anche una crescita significativa del 11,8% della mortalità femminile.

Le vittime in occasione di lavoro sono state 595 (+3,5%), mentre quelle in itinere, ovvero durante il tragitto casa-lavoro, sono state 228 (+9,1%). Le regioni del Mezzogiorno – Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania – risultano in zona rossa per rischio di mortalità sul lavoro, con incidenze superiori al 125% rispetto alla media nazionale di 24,7 morti per milione di lavoratori.

L’analisi territoriale indica inoltre che il rischio per i lavoratori stranieri è più che triplo rispetto agli italiani, con un aumento del numero di vittime del 29,2% (221 donne e uomini stranieri deceduti contro 171 nel 2025). Per quanto riguarda l’età, la fascia più colpita in termini di incidenza è quella oltre i 65 anni, seguita dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni, che in valore assoluto rappresentano il gruppo con più decessi.

Il presidente dell’Osservatorio, Ing. Mauro Rossato, sottolinea che l’aumento delle morti tra le lavoratrici (+11,8%, con +30,3% nei casi in occasione di lavoro) e le differenze territoriali sono segnali di forte criticità che richiedono maggiore attenzione e intervento da parte delle istituzioni.

Tra i settori maggiormente coinvolti figurano le Costruzioni (101 morti), Trasporto e Magazzinaggio (80) e Attività Manifatturiere (73). Il giovedì si conferma il giorno della settimana più a rischio per infortuni mortali, seguito da lunedì e martedì.

Infine, a settembre 2026 le denunce di infortunio sono aumentate del 5% rispetto all’anno precedente, con un totale di 457.879 casi registrati, di cui il 22,3% riguardano lavoratori stranieri. (PRIMANOTIZIE)

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