(PRIMANOTIZIE) TARANTO – Una nuova inchiesta giudiziaria si abbatte sull’ex Ilva di Taranto, mentre il futuro industriale dellostabilimento resta legato alle decisioni dei tribunali e al confronto tra governo, azienda e sindacati. La Procura dellaRepubblica di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaieried’Italia, nell’ambito di un’indagine che ipotizza, tra gli altri, i reati di disastro ambientale e truffa sulle quote diemissione di anidride carbonica.
La richiesta di misura cautelare riguarda anche Alessandro Labile, ex direttore dello stabilimento siderurgico, eFrancesco Astorri, dirigente dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
L’inchiesta comprende ipotesi di disastro ambientale, truffa sulle quote di CO2, corruzione e associazione perdelinquere. Le contestazioni sono formulate a vario titolo e le singole responsabilità dovranno essere valutatedall’autorità giudiziaria.
La notizia arriva in una giornata particolarmente delicata per il gruppo siderurgico, segnata dalla scadenza del terminefissato dalla Corte d’Appello di Milano per la sospensione dell’attività dell’area a caldo e dall’attesa per le decisionidella Cassazione.
L’inchiesta della Procura di Taranto e le richieste di arresti domiciliari
Al centro dell’indagine ci sono presunte irregolarità connesse alla gestione dello stabilimento e alle emissioniindustriali.
La Procura ha chiesto al giudice l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dei treindagati.
Per Lucia Morselli, che ha guidato Acciaierie d’Italia nella precedente fase di gestione societaria, si apre dunque unnuovo fronte giudiziario legato all’attività del polo siderurgico tarantino.
Tra i reati ipotizzati figura anche la truffa relativa alle quote di emissione di CO2, strumenti previsti dal sistemaeuropeo di regolazione delle emissioni industriali.
Non sono stati resi noti, nelle informazioni finora disponibili, i dettagli delle singole condotte contestate né l’eventualeripartizione delle accuse tra gli indagati.
La richiesta della Procura non equivale all’emissione di un provvedimento di arresto: spetterà al giudice valutare glielementi presentati dagli inquirenti e decidere sull’eventuale applicazione delle misure cautelari.
Ex Ilva, scade il termine per la fermata dell’area a caldo
Parallelamente all’inchiesta penale, resta aperta la questione del futuro produttivo dello stabilimento.
Scade oggi il termine assegnato dalla Corte d’Appello di Milano per la sospensione delle attività dell’area a caldodell’ex Ilva.
Il provvedimento giudiziario ha imposto una revisione degli assetti operativi di Acciaierie d’Italia, con conseguenzesulla produzione e sull’organizzazione del lavoro.
L’azienda ha presentato ricorso in Cassazione, dalla quale è attesa una decisione che potrebbe incidere sulle modalità digestione degli impianti.
Nel frattempo, il governo ha autorizzato il mantenimento degli impianti in condizioni di pre-riscaldo fino al 15dicembre, per preservarne la funzionalità durante la fase di sospensione produttiva.
Palazzo Chigi, vertice sul futuro dello stabilimento
L’attenzione si concentra anche sull’incontro convocato per domani a Palazzo Chigi, dove è previsto un confronto sullasituazione di Acciaierie d’Italia.
La convocazione ha determinato una sospensione delle iniziative di protesta dei lavoratori, dopo cinque giornicaratterizzati da blocchi stradali e mobilitazioni.
Il vertice rappresenta un passaggio importante per affrontare le prospettive industriali del gruppo, le conseguenze deiprovvedimenti giudiziari e le ricadute occupazionali.
Al centro del confronto restano la continuità produttiva, la gestione degli impianti e le garanzie per i dipendenti.
Cassa integrazione e occupazione, le preoccupazioni dei lavoratori
La crisi dell’ex Ilva ha già determinato la richiesta di un ampliamento della cassa integrazione straordinaria.
Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria aveva comunicato l’intenzione di portare fino a 8.622 il numeromassimo dei lavoratori potenzialmente interessati dalla Cigs, rispetto ai precedenti 4.450.
La richiesta coinvolge gli stabilimenti del gruppo, con una concentrazione particolarmente significativa a Taranto, macon conseguenze anche per gli altri siti produttivi.
Il confronto con il governo dovrà quindi affrontare non soltanto le questioni legate alla produzione, ma anche leprospettive occupazionali e gli strumenti di tutela dei lavoratori.
Ex Ilva, tre fronti aperti tra giustizia, industria e lavoro
La vicenda dell’ex Ilva si sviluppa contemporaneamente su tre piani.
Il primo riguarda l’inchiesta della Procura di Taranto e le richieste di misure cautelari nei confronti degli ex dirigenti edel funzionario Ispra.
Il secondo è legato alle decisioni giudiziarie sulla sospensione dell’area a caldo e alla gestione degli impianti.
Il terzo riguarda il futuro industriale e occupazionale del gruppo, al centro del vertice convocato a Palazzo Chigi.
Le prossime decisioni della magistratura e gli esiti del confronto istituzionale saranno determinanti per definire ipassaggi successivi della crisi siderurgica.
Per gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delleresponsabilità. (PRIMANOTIZIE)


