ROMA – Dopo l’approvazione di ieri del decreto “Piano Casa”, ora va convertito entro il 6 luglio e deve passare al Senato per la seconda lettura. Un’approvazione che si è portata dietro le reazioni delle opposizioni per la contestuale nomina del Commissario straordinario che dovrà gestirlo. Si tratta dell’architetto Felice Squitieri che resterà in carica fino al 31 dicembre 2027 con un compenso di 490mila euro.
Ma quali sono le modifiche sostanziali del Piano? Quella di maggiore rilievo riguarda gli investimenti immobiliari. Nella versione definitiva del decreto non compare più la corsia preferenziale riservata esclusivamente ai fondi esteri. Le procedure accelerate non saranno quindi più riservate solo agli investitori internazionali. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
È saltata poi la corsia preferenziale per i fondi provenienti dall’estero: le semplificazioni più incisive del Dl non saranno più riservate solo a loro, anche se resta la soglia di un miliardo per ottenere la fast track amministrativa. In questo modo, si corregge un’anomalia della prima versione del testo. La versione iniziale del testo in sostanza, avrebbe ridotto i margini di manovra dagli operatori italiani, agevolando invece i grandi fondi esteri.
Il decreto rifinanzia con 8,5 milioni nel 2026, il fondo per gli affitti degli studenti fuori sede. Al fondo per gli universitari saranno dedicate risorse che serviranno a sostenere gli studenti appartenenti a un nucleo familiare con un indice della situazione economica equivalente non superiore a 20mila euro e che non usufruiscono di altri contributi pubblici per l’alloggio. La misura, sostenuta sia dalla maggioranza che dall’opposizione, fa riferimento a un plafond istituito nel 2021 anche se già allora non era stato considerato completamente soddisfacente.




