Matt “Tockoy” e la forza della fragilità nel nuovo singolo “Fragile Sorriso”

Con il nuovo singolo “Fragile Sorriso”, Matt “Tockoy” firma una delle sue pagine più autentiche e luminose. Il brano racconta un amore capace di restituire forza, dove la fragilità diventa sinonimo di coraggio. Protagonista è una giovane donna che affronta la vita con determinazione, trasformando le cicatrici in luce e il dolore in rinascita.

In questo singolo, Tockoy mette al centro l’essenza più pura della sua musica: parole sincere, arrangiamenti caldi e un intreccio emotivo tra voce e chitarra che arriva dritto al cuore. La collaborazione con il team Dyn Art di Luca Princiotta, suo storico mentore, dona al brano una profondità particolare, frutto di un legame umano oltre che artistico.

Tra sonorità pop moderne e un’anima cantautorale intima, “Fragile Sorriso” diventa così un inno alla resilienza e alla bellezza nascosta nelle imperfezioni. Matt Tockoy racconta il dietro le quinte di questo progetto in un’intervista esclusiva per Prima Music.

Come hai costruito musicalmente “Fragile Sorriso”, partendo dalla tua chitarra?
Tutto è nato a casa mia.
Io parto sempre dal testo, perché è ciò che voglio dire.
Poi aggiungo le note che sento più in armonia con quelle parole.
Creo immagini, ricordi, momenti che mi hanno portato a pensare alla persona a cui era dedicata.
Da lì è stato tutto un flusso di emozioni, mescolate alle note.

Quali strumenti o tecniche hai utilizzato per dare calore e intimità al suono?
La produzione l’abbiamo immaginata in due: un suono più moderno, pop, con dei bassi che richiamano il battito del cuore.
L’obiettivo era non stravolgere la melodia iniziale, ma valorizzarla.
Poi abbiamo voluto mantenere il suono delle chitarre acustiche con cui ho scritto la canzone, perché rappresentano la sua essenza più pura.

C’è un artista o un brano che ti ha influenzato durante la scrittura?
Mi ha dato ispirazione un insieme di sonorità che richiamano artisti come Nek e Ultimo.
Da loro ho preso spunto per trovare un equilibrio tra melodia, emozione e sincerità nel testo. Sono un punto di riferimento per me

In che modo la collaborazione con il team Dyn Art di Luca Princiotta ha arricchito il tuo lavoro?
Luca lo conosco da quasi vent’anni, è stato il mio primo maestro di chitarra.
Quindi tutto ciò che facciamo insieme è valorizzato da un legame profondo, costruito nel tempo.
Questo rende ogni canzone ancora più ricca di significato e di valore.

Preferisci un approccio più istintivo o più tecnico quando registri?
Nella fase di registrazione seguiamo uno standard tecnico, ma ci lasciamo sempre liberi di accogliere idee spontanee.
La musica è bella proprio perché è libera, viva, e ha una vitalità propria.

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