Cuore per Domenico, indagini sul trasporto: nel mirino contenitore e comunicazioni tra medici

Cuore per Domenico, indagini sul trasporto del cuore

Cuore per Domenico, indagini sul trasporto del cuore

(PRIMANOTIZIE) NAPOLI – Il contenitore utilizzato per trasportare il cuore destinato al piccolo Domenico sarebbe stato “di plastica, non sigillato”, simile a quelli comunemente impiegati per gite o campeggi. È quanto riporta Il Mattino, ricostruendo gli elementi al centro dell’inchiesta della Procura.

Secondo quanto emerso, il box – trasportato a spalla – conteneva ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature di circa -80 gradi, ben inferiori ai -4 del ghiaccio tradizionale. Un fattore che, stando agli accertamenti degli inquirenti, avrebbe danneggiato le fibre del muscolo cardiaco rendendo l’organo inutilizzabile.

Sempre secondo la ricostruzione giornalistica, l’équipe dell’ospedale Monaldi di Napoli si sarebbe recata a Bolzano con un contenitore “simile a quello da campeggio” e non con un dispositivo hi-tech che il nosocomio avrebbe acquistato per circa 7mila euro. Il ghiaccio secco sarebbe stato fornito da personale dell’ospedale San Maurizio di Bolzano. La decisione, secondo gli inquirenti, sarebbe stata presa da due infermiere nel momento in cui la fornitura refrigerante a disposizione dell’équipe napoletana stava diminuendo in vista del viaggio di ritorno.

Le due operatrici sanitarie sono finite nel registro degli indagati insieme ad altri medici. La Procura ha inoltre affidato a un perito l’incarico di copiare i contenuti dei cellulari dei sette medici coinvolti, con particolare attenzione alle comunicazioni via chat nei giorni del trapianto.

Nelle scorse ore la madre di Domenico, Patrizia Mercolino, accompagnata dal legale Francesco Petruzzi, ha depositato in Procura la registrazione audio di un colloquio con il cardiochirurgo Guido Oppido, che il 23 dicembre 2025 aveva impiantato il cuore al bambino. Il file è stato consegnato al sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo per omicidio colposo in concorso.

Nell’audio, risalente al 18 febbraio 2026, il medico spiegherebbe di aver rassicurato la madre sulla possibilità di un nuovo trapianto “solo per disperazione”. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, il cardiochirurgo avrebbe ammesso che al momento in cui parlò di trapiantabilità il bambino non sarebbe stato in realtà considerato idoneo.

La Procura prosegue gli accertamenti per chiarire le modalità di trasporto dell’organo, le responsabilità operative e il percorso decisionale che ha preceduto l’intervento, in un’indagine che punta a ricostruire ogni fase della vicenda.

(PRIMANOTIZIE)

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