(PRIMANOTIZIE) Secondo un’analisi di Altroconsumo, lo smart working comporta un aumento dei costi per le bollette di luce e gas che può arrivare tra 460 e 485 euro all’anno per una famiglia che lavora da casa cinque giorni alla settimana. Lo studio ha preso in esame due famiglie tipo e ha stimato i consumi aggiuntivi a partire dai prezzi medi di mercato dell’energia rilevati a inizio novembre 2026.
Nel dettaglio, una coppia senza figli con un solo membro in smart working registra un incremento di spesa annua di circa 460 euro (+155 euro per l’elettricità e +304 euro per il gas), mentre in una famiglia di tre persone con due genitori che si alternano nello smart working, l’aumento complessivo arriva a circa 485 euro.
Questo aumento è dovuto principalmente all’uso prolungato di luci, climatizzatori, riscaldamento e apparecchi elettronici durante la giornata. In particolare, l’elettricità utilizzata per PC, monitor e climatizzazione estiva rappresenta la voce di costo più significativa, con un incremento annuale tra 156 e 180 euro. Per quanto riguarda il gas, i maggiori consumi derivano dal riscaldamento, che in inverno rimane acceso per più ore, e dalla preparazione dei pasti.
Altroconsumo sottolinea che questi dati sono il risultato di simulazioni basate su famiglie tipo e prezzi medi di mercato, e pertanto possono variare in base alle abitudini individuali e alle caratteristiche dell’abitazione, quali isolamento e zona climatica.
Nonostante l’aumento delle spese per luce e gas, lo smart working consente di risparmiare su altre voci di spesa come pasti fuori casa, trasporti e abbigliamento, oltre a favorire una migliore gestione del tempo e della famiglia.
Infine, l’associazione invita a mantenere comportamenti virtuosi per contenere i consumi energetici, quali l’uso efficiente degli elettrodomestici e l’adozione di lampadine a basso consumo. Queste buone pratiche contribuiscono a mitigare l’impatto economico e ambientale del lavoro da remoto. (PRIMANOTIZIE)


