(PRIMANOTIZIE) Nel settore industriale, la crescente integrazione tra Information Technology (IT) e Operational Technology (OT) porta efficienza ma espone la produzione a nuovi rischi informatici. Umberto Zanatta, Senior Solutions Engineer di Acronis, sottolinea come la sicurezza debba andare oltre la semplice prevenzione degli attacchi, includendo piani di ripristino rapidi e sicuri, che riportino i sistemi a uno “stato validato” certificato come sicuro.
In impianti industriali, la compromissione di dispositivi quali PLC, sistemi SCADA o interfacce HMI può interrompere la produzione e mettere a rischio la sicurezza del personale. A differenza degli ambienti IT tradizionali, dove l’obiettivo è proteggere dati e informazioni, in ambito OT la continuità operativa e la sicurezza fisica sono strettamente connesse.
La gestione della sicurezza è complicata dalla presenza di sistemi legacy, cicli di vita lunghi e rigidi vincoli dei produttori, che limitano l’applicazione immediata di patch o aggiornamenti. In questi casi diventa fondamentale isolare i sistemi vulnerabili e predisporre adeguati piani di risposta agli attacchi.
Recenti attacchi ransomware nel settore manifatturiero, come quelli subiti da Alf DaFrè in Italia o da Jaguar Land Rover, hanno dimostrato come le conseguenze si estendano oltre la compromissione dei dati, coinvolgendo la capacità produttiva e organizzativa delle aziende.
La protezione richiede una conoscenza dettagliata degli asset e dei flussi di comunicazione, spesso organizzati secondo il modello Purdue, che separa in livelli gerarchici i controlli di processo dai sistemi IT aziendali. Tuttavia, l’integrazione crescente tra fabbrica, IT e cloud impone di gestire in modo dinamico e coordinato le connessioni tra le reti per evitare la propagazione degli attacchi.
Per garantire la resilienza, è necessario un piano di recupero d’emergenza che preveda backup aggiornati e verificati, procedure di ripristino testate e metriche precise come RTO, RPO e MTTR. Soluzioni dedicate, quali Acronis Cyber Protect for OT, offrono backup basati su immagini, protezione contro ransomware e ripristino anche su hardware differente, adattandosi a ambienti legacy e reti isolate.
Infine, il ripristino digitale dei sistemi è solo la prima fase: è essenziale che il personale tecnico verifichi che le configurazioni software siano allineate allo stato fisico degli impianti, per raggiungere uno “stato validato” che permetta un riavvio sicuro e senza rischi delle linee produttive. (PRIMANOTIZIE)


