(PRIMANOTIZIE) ROMA – L’Italia migliora i propri conti pubblici, con un deficit previsto sotto la soglia del 3% del Pil già nel 2026, ma il livello ancora elevato del debito pubblico continua a rappresentare un fattore di vulnerabilità per l’economia nazionale. È il giudizio espresso da Mateusz Szczurek, direttore del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale (Fmi), che riconosce i progressi compiuti dal Paese ma invita il governo a proseguire sulla strada del consolidamento fiscale e delle riforme strutturali.
In un’intervista a Repubblica, l’esponente del Fondo monetario sottolinea come il miglioramento dei saldi di bilancio non sia sufficiente, da solo, a garantire la sostenibilità dei conti pubblici nel lungo periodo.
«L’Italia ha compiuto progressi significativi, compresa la riduzione del deficit previsto sotto il 3% già quest’anno. Ma il debito pubblico è elevato», afferma Szczurek.
Il problema riguarda soprattutto la capacità di finanziare le nuove esigenze di spesa senza compromettere l’equilibrio dei conti.
Fmi, difesa ed energia richiedono coperture permanenti
Secondo Szczurek, le nuove priorità economiche e strategiche dell’Europa comportano impegni finanziari destinati a protrarsi nel tempo.
È il caso degli investimenti nella difesa e nella transizione energetica, che non possono essere considerati interventi straordinari o temporanei.
«Qualsiasi nuova voce di spesa permanente — e purtroppo difesa e transizione energetica non sono spese una tantum, ma esigenze destinate a restare — richiede risparmi o nuove entrate per compensarla e mantenere il debito sotto controllo».
Il messaggio del Fondo monetario è quindi rivolto alla necessità di individuare coperture strutturali per finanziare le nuove politiche pubbliche.
L’aumento della spesa, in assenza di adeguate compensazioni, rischierebbe infatti di rallentare il percorso di riduzione del debito.
Spread e titoli di Stato, il peso del debito sui mercati
Un altro elemento richiamato dal direttore del dipartimento europeo dell’Fmi riguarda la reazione degli investitori internazionali alle condizioni dei bilanci pubblici.
I recenti movimenti dei rendimenti dei titoli di Stato e degli spread dimostrano, secondo Szczurek, quanto il livello dell’indebitamento continui a influenzare le valutazioni dei mercati.
«Gli investitori non trattano tutti i Paesi allo stesso modo e guardano alla situazione fiscale», osserva.
Per questo, nonostante i miglioramenti registrati dall’Italia, il Fondo monetario ritiene necessario proseguire nel rafforzamento della sostenibilità finanziaria.
«I progressi sono significativi, ma probabilmente occorre fare di più».
Il richiamo è alla necessità di mantenere credibilità fiscale e capacità di intervento anche di fronte a eventuali nuovi shock economici.
Pnrr, investimenti destinati a diminuire gradualmente
Nell’analisi del Fondo monetario trova spazio anche il ruolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
Gli investimenti finanziati attraverso il programma europeo hanno contribuito a sostenere l’economia italiana, ma il loro impatto è destinato a ridursi progressivamente.
Szczurek esclude tuttavia uno scenario caratterizzato da un’interruzione improvvisa degli investimenti.
«Nel caso dell’Italia ci sono gli investimenti del Pnrr, che prevediamo diminuiranno gradualmente, non con un calo improvviso e drastico».
Il direttore del dipartimento europeo ricorda inoltre che una parte dei miglioramenti registrati nell’area euro è legata alla capacità dell’economia europea di resistere allo shock energetico.
Ma il rafforzamento della crescita nel medio periodo richiederà interventi ulteriori.
«Le riforme di fondo restano necessarie, indipendentemente dall’aggiornamento delle previsioni», sottolinea Szczurek.
Giorgetti chiede flessibilità, il Fmi mette in guardia dalle deroghe
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda le regole europee di bilancio.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sollecitato una maggiore flessibilità del quadro fiscale comunitario, anche attraverso la possibilità di escludere alcune categorie di spesa dai vincoli previsti.
Una prospettiva sulla quale il rappresentante del Fondo monetario esprime prudenza.
«Il quadro fiscale dell’Ue prevede un collegamento tra il percorso della spesa netta e la dinamica del debito. Se si introducono sempre più deroghe ed esclusioni, questo collegamento comincia a venir meno».
Il rischio indicato dal Fondo è che un numero crescente di eccezioni finisca per indebolire il rapporto tra le regole sulla spesa pubblica e l’obiettivo di mantenere sostenibile il debito.
Una posizione che evidenzia le difficoltà del confronto europeo sulla possibilità di conciliare disciplina fiscale e nuove esigenze di investimento.
Francia, il Fmi chiede interventi urgenti sui conti pubblici
Il problema dell’elevato indebitamento non riguarda soltanto l’Italia.
Anche la Francia è al centro delle valutazioni del Fondo monetario internazionale, che sollecita un intervento per rafforzare la credibilità dei conti pubblici.
In un’intervista a Il Sole 24 Ore, Szczurek richiama l’importanza dell’approvazione tempestiva del bilancio francese per il 2027.
«Serve un intervento urgente. L’approvazione tempestiva del bilancio 2027 sarà fondamentale per preservare la credibilità fiscale e rafforzare la fiducia dei mercati».
Il direttore del dipartimento europeo precisa tuttavia che, nel breve periodo, i rischi legati al debito francese restano gestibili.
A sostenere questa valutazione contribuiscono la liquidità del mercato dei titoli di Stato, la diversificazione degli investitori, la durata relativamente lunga delle scadenze e le condizioni di salute del sistema bancario.
Per l’Italia la sfida resta la sostenibilità del debito
Il giudizio del Fondo monetario sull’Italia presenta dunque due aspetti distinti.
Da una parte il riconoscimento dei progressi nella riduzione del deficit e della tenuta dell’economia; dall’altra la necessità di affrontare un debito pubblico ancora elevato, in una fase caratterizzata da nuove esigenze di spesa.
La questione centrale, secondo l’Fmi, sarà la capacità di finanziare investimenti e politiche permanenti senza compromettere il percorso di consolidamento dei conti pubblici.
Un equilibrio che richiederà scelte sulle priorità di bilancio, sulle entrate e sull’efficienza della spesa, insieme alla prosecuzione delle riforme strutturali.
Il miglioramento del deficit rappresenta quindi un risultato positivo, ma non ancora sufficiente a considerare superata la questione del debito italiano. (PRIMANOTIZIE)

