Ad Acireale focus sul ruolo della moderna fisioterapia per prevenzione e salute

ACIREALE – Sabato 12 settembre 2026 si è svolto al Presidio Ospedaliero di Acireale l’evento “Muoversi con cuore e cervello”, promosso dall’Ordine dei Fisioterapisti di Catania, Ragusa e Siracusa in collaborazione con l’ASP di Catania, nella cornice della Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026.

La mattinata ha visto un confronto multidisciplinare sul tema scelto quest’anno da World Physiotherapy: la prevenzione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus attraverso il movimento e l’esercizio terapeutico. “Il movimento, quando viene strutturato sulla base delle condizioni e dei bisogni della persona, determina modificazioni importanti per la salute – ha affermato il presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti, dott. Orazio Meli -. La sfida è intervenire anticipando il danno, lavorando invece sulla prevenzione”.

Il Direttore Sanitario dell’ASP di Catania, dott. Gianfranco Di Fede, ha aperto i lavori portando i saluti del Direttore Generale e sottolineando il ruolo centrale del fisioterapista all’interno del sistema sanitario, evidenziando la quotidiana collaborazione tra medici e fisioterapisti finalizzata all’individuazione della migliore soluzione per il paziente. Ha inoltre evidenziato come l’integrazione tra i servizi territoriale e la presenza del fisioterapista nelle Case e negli Ospedali di Comunità rappresenti una scommessa per raggiungere risultati importanti.

Il direttore medico del presidio ospedaliero Santa Marta e Santa Venera di Acireale, dott. Rosario Cunsolo, ha richiamato il valore delle occasioni di confronto tra professionisti e le collaborazioni calate nel mondo della fisioterapia.

Durante l’incontro è emerso con forza il ruolo della sedentarietà come fattore di rischio e il legame con il declino delle capacità fisiche. Sono stati distinti in modo chiaro i concetti di attività fisica, fisioterapia ed esercizio terapeutico, con una particolare attenzione alle patologie, cronicità e condizioni di fragilità che richiedono competenze specifiche e valutazioni cliniche.

Particolare risalto è stato dato al ruolo dell’esercizio terapeutico nel percorso interdisciplinare che accompagna la persona dall’ospedale al territorio, favorendo il recupero della funzione, dell’autonomia e un ruolo attivo nella vita quotidiana. “È un modello che richiede una collaborazione costante tra professionisti e una chiara definizione delle rispettive competenze e responsabilità – ha spiegato il dott. Meli -. L’obiettivo è costruire équipe realmente multiprofessionali che generino valore aggiunto, evitando sovrapposizioni e lavorando su obiettivi condivisi e verificabili”.

È stata infine sottolineata l’importanza della presenza del fisioterapista nelle Case della Comunità. Come ha evidenziato il presidente Meli, è necessario spostare il baricentro dalla risposta al danno alla prevenzione della perdita di funzione, intercettando precocemente le condizioni che possono compromettere la mobilità e l’autonomia, anche considerando il fisiologico processo di invecchiamento.

Le Case della Comunità possono diventare luoghi in cui i cittadini, in particolare anziani o affetti da patologie croniche, trovano risposte integrate ai propri bisogni. Inoltre, il domicilio è sempre più considerato il primo luogo di cura, dove l’intervento del fisioterapista contribuisce alla gestione delle cronicità, all’educazione a corretti stili di vita e allo sviluppo delle capacità di autogestione della persona, quando le condizioni lo consentono.

L’iniziativa rappresenta un importante momento di riflessione e confronto sul valore della fisioterapia moderna nella prevenzione e gestione delle patologie croniche, che punta a rafforzare il ruolo del fisioterapista nell’ambito dell’assistenza integrata territoriale.

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