ERCOLANO – Si è concluso il restauro delle due macine asinarie in pietra lavica e del forno dell’antico panificio (pistrinum) situato nel Vicolo Meridionale di Ercolano, tra i due forni storici del quartiere adiacente alla Palestra. Il Parco Archeologico di Ercolano ha così riaperto ai visitatori un ambiente che testimonia l’attività quotidiana della lavorazione del pane nell’antica città romana.
L’intervento ha ridato leggibilità e fruibilità a uno spazio che un tempo ospitava una latrina pubblica, trasformata successivamente in panificio prima dell’eruzione del 79 d.C. Il complesso comprendeva la stalla per gli animali da soma che azionavano le macine, il grande forno a legna e un deposito. Il tutto racconta in modo vivido l’artigianato e l’organizzazione sociale di quell’epoca.
Significativa la scoperta dello scheletro di un asinello ai piedi di una delle macine, rinvenuto dall’archeologo Amedeo Maiuri durante gli scavi condotti tra il 1927 e il 1961. L’animale, instancabile protagonista della molitura, oggi è conservato in deposito, ma grazie a un progetto di digitalizzazione con rilievi 3D sarà presto possibile raccontarne la storia attraverso narrazioni multimediali e ricostruzioni virtuali.
Federica Colaiacomo, direttrice del Parco, ha sottolineato: «Ogni intervento di restauro è un’occasione per raccontare l’antichità con strumenti nuovi. Grazie ai rilievi digitali, possiamo immaginare modi innovativi per condividere con i visitatori la storia del panificio e dell’asinello, sia nel Parco che online.»
Il tema del pane non è isolato: fino al 18 ottobre 2026 la mostra “Ercolano. L’arte di vivere” a Castel Sant’Angelo di Roma espone reperti come una pagnotta carbonizzata e le teglie del forno gemello di quello del Vicolo Meridionale, rafforzando il legame tra l’antica Ercolano e la Capitale attraverso il racconto della quotidianità di una città sepolta dal Vesuvio.
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