Circular Economy Act: da Roma il confronto sul futuro dell’economia circolare europea

ROMA – Il futuro Circular Economy Act europeo rappresenta un passaggio decisivo per accelerare la transizione verso un’economia circolare, rafforzare il mercato delle materie prime seconde e sostenere la competitività del sistema produttivo italiano ed europeo.

È quanto emerso il 14 settembre 2026 nella Sala Fregosi di Palazzo Valentini, a Roma, durante il convegno “Verso il ‘Circular Economy Act’: quali prospettive per l’Europa e l’Italia”, che ha coinvolto istituzioni, rappresentanti economici, produttivi ed esperti per discutere opportunità, criticità e prospettive della futura legge quadro europea sull’economia circolare.

Al centro del confronto, il ruolo che il nuovo quadro normativo europeo potrà avere nel favorire un utilizzo più efficiente delle risorse, sviluppare il mercato delle materie prime seconde, ridurre la dipendenza europea dalle importazioni e accompagnare le imprese verso modelli produttivi sempre più circolari.

Secondo Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, “L’adozione del Circular Economy Act può rappresentare un vero cambio di paradigma, trasformando il modello economico circolare da politica ambientale a base per una politica industriale europea che unisca sostenibilità e competitività. L’Italia ha un vantaggio competitivo con un tasso di riutilizzo della materia quasi doppio rispetto alla media europea, ma serve accelerare nell’efficienza delle risorse. Le città, dove nel 2050 vivrà il 70% della popolazione mondiale, giocano un ruolo fondamentale”.

Letizia Magaldi, Presidente di Kyoto Club, ha dichiarato: “La filiera italiana dell’economia circolare vale 433,3 miliardi di euro di produzione, cresce del 2,7% annuo e sostiene 2 milioni di occupati. Con il Circular Economy Act puntiamo a creare 120.000 nuovi posti di lavoro, 80 miliardi di euro di fatturato in più entro il 2030 e risparmi potenziali di 10-15 miliardi all’anno tra imprese e consumatori, diminuendo la dipendenza dalle materie prime e favorendo un mercato efficiente delle materie seconde. Proteggendo chi investe in innovazione, assicureremo prodotti sicuri e tracciabili, promuovendo sviluppo economico e tutela dei consumatori”.

Durante il convegno è stata inoltre sottolineata la necessità di un quadro europeo capace di coniugare obiettivi ambientali e produttivi, incentivare gli investimenti e superare gli ostacoli allo sviluppo di un vero mercato europeo dei materiali circolari. L’Italia può giocare un ruolo chiave valorizzando le proprie esperienze nel riciclo, recupero di materia e innovazione dei processi produttivi.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto importante in vista della presentazione della proposta europea che definirà uno dei pilastri delle future politiche dell’Unione in materia di economia circolare e competitività.

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